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Il tennis femminile dopo Flushing Meadows
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Svetlana Kuznetsova |
17/09/2004 - Quest’anno il tennis femminile sta
vivendo una situazione del tutto particolare.
Venivamo dal predominio delle sorelle Williams (e,
in particolare, di Serena), seguito da quello delle
giovani belghe (in questo caso, principalmente della
Henin): il 2004, invece, si può considerare, a tutti
gli effetti, un anno di transizione, senza una vera
e propria leader riconosciuta. Da lunedì scorso la
nuova numero uno del ranking Wta è diventata Amelie
Mauresmo, ma la francese non si può davvero
considerare meritevole del primato. Dal punto di
vista estetico, del gioco espresso, Amelie ha poco o
niente da invidiare alle altre, ma,
caratterialmente, continua a dimostrare dei limiti
notevolissimi, che le impediscono di ottenere i
risultati che il suo talento richiederebbe. Nelle
prove stagionali dello Slam, ha all’attivo solo una
semifinale, a Wimbledon, oltre a tre quarti. Meglio
di lei, nello Slam 2004, hanno fatto le quattro
vincitrici Henin (Australian Open), Myskina (Roland
Garros), Sharapova (Wimbledon) e Kuznetsova (US
Open), le finaliste Dementieva (due volte, a Parigi
e Flushing Meadows)), Clijsters (Melbourne) e Serena
Williams (all’All England Club) ed anche Davenport e
Capriati, in semifinale in due occasioni ciascuna.
Nei quattro majors, la Mauresmo ha come miglior
risultato una finale agli Australian Open persa con
la Hingis, per di più risalente al gennaio 1999.
Insomma, non si può davvero dire che Amelie sia una
numero uno degna di tal ruolo.
Anche l’anno scorso, per qualche settimana, ci
trovammo con una numero uno senza titoli Slam, Kim
Clijsters, ma la belga, nel 2003, arrivò due volte
in finale e le altre due in semifinale nei majors
ed, inoltre, fu la vera dominatrice dei tornei Tier
I e Tier II, quelli più importanti del circuito Wta.
In questa stagione, la Mauresmo è stata ben lontana
da quei risultati.
Amelie è stata agevolata, nella sua scalata al
trono, dalla clamorosa serie di infortuni che hanno
colpito le avversarie più importanti: dalla
Clijsters, che ha in pratica saltato tre quarti di
stagione, alla Henin, assente a Wimbledon e quasi
mai al meglio, alle stesse Williams Sisters,
rientrate in gara dopo parecchi mesi senza nemmeno
avvicinare il rendimento degli anni passati.
Ora la rivale più accreditata della francese nella
corsa al primato di fine 2004, quello che resterà
negli annali, è Lindsay Davenport, attuale leader
della “Race to the Championships”, ossia la
classifica che tiene conto dei soli risultati
ottenuti nell’anno solare. Paradossalmente, anche
Lindsay non ha raggiunto finali nelle quattro prove
dello Slam e, in più, ha il precedente del 2001,
quando chiuse la stagione al numero uno senza
riportare titoli maggiori, precedendo nel ranking la
Capriati e Venus Williams, che ne vantavano due a
testa. La Davenport, con ogni probabilità, si
ritirerà presto ed il trono mondiale sarebbe un bel
modo per salutare il circuito.
Anche Anastasia Myskina ha sperato, per qualche
tempo, di arrivare al primo posto, ma la russa ha
fatto troppi passi falsi ultimamente e, dalla
prossima settimana, avrà parecchi punti del 2003 da
difendere, per cui appare quasi impossibile che
riesca nell’impresa. Si può accreditare ancora
qualche minima chance anche a Justine Henin,
scivolata addirittura al quarto posto dopo Flushing,
ma la belga, forse, farà meglio ad avere come
obiettivo primario il recupero della condizione in
vista del 2005.
Di:
Fabrizio Fidecaro |