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Grafica a cura di Marco Fiore

 

L'ascesa del tennis russo

Marat Safin

10/09/2004 - Il 2004 è, senza ombra di dubbio, l’anno della definitiva consacrazione a livello mondiale del tennis russo, in particolare di quello femminile. In campo maschile, dopo i vari Chesnokov, Cherkasov, Volkov emersi dalla seconda metà degli anni Ottanta in avanti, la Russia ha potuto contare su due campioni geniali ma discontinui come Yevgeny Kafelnikov, vincitore al Roland Garros nel ’96 ed all’Open d’Australia nel ’99, e Marat Safin, trionfatore agli US Open nel 2000. Mentre Kafelnikov si è da poco ritirato, Safin è tuttora in attività, avendo appena ventiquattro anni, ma sta dissipando il suo talento con uno stile di vita non proprio all’insegna della professionalità. Kafelnikov e Safin, con l’aggiunta fondamentale di Mikhail Youzhny, classe ’82, vero protagonista della finale con la Francia, hanno portato il loro Paese ad una storica vittoria in Coppa Davis due anni fa.
Se fra gli uomini la situazione appare attualmente in attesa di sviluppi, fra le donne è stato il vero e proprio “boom”. L’ultima classifica Wta vede addirittura cinque giocatrici russe fra le top ten, tutte ben sotto i venticinque anni di età: Anastasia Myskina (n. 3), Elena Dementieva (n. 6), Maria Sharapova (n. 7), Svetlana Kuznetsova (n. 9) e Vera Zvonareva (n. 10). Fra le prime trenta troviamo anche Nadia Petrova (n. 15, ex top ten pure lei), Elena Likhovtseva (n. 26) ed Elena Bovina (n. 27).
Al Roland Garros, per la prima volta, abbiamo assistito ad una finale tutta russa, fra la Myskina e la Dementieva, con il successo di Anastasia, che, sull’onda di quel titolo, sta ancora cullando, pur con scarse possibilità, il sogno di diventare numero uno del mondo.
A Wimbledon, poi, c’è stato lo show della Sharapova, alta, bionda ed appena diciassettenne, già arrivata nei quarti a Parigi: Maria ha trionfato sull’erba londinese in finale su Serena Williams. Grazie alla sua avvenenza, la ragazza di Nyagan sta emulando la Kournikova sulle copertine dei magazines di tutto il mondo, ma, diversamente da Anna, sta dimostrandosi vincente anche sul campo.
Anche agli US Open, oggi, troveremo due tenniste russe in semifinale, la Kuznetsova, impegnata contro la Davenport, e la Dementieva, opposta alla Capriati. Svetlana ha battuto nei quarti in un derby la Petrova, a sua volta artefice dell’eliminazione della numero uno Justine Henin. Elena si sta dimostrando quest’anno la vera “bestia nera” di Amelie Mauresmo, avendo sconfitto la francese, oltre che a Flushing, anche al Roland Garros.
Risulta difficile dare una spiegazione a tutta questa esplosione di talenti in Russia. Negli ultimi tempi di esistenza dell’Unione Sovietica, Andrei Chesnokov e Natasha Zvereva si schierarono in prima linea per ottenere di guadagnare in prima persona i vari prize money dei tornei, allora destinati allo stato. Ora quel passo è stato abbondantemente compiuto, il nostro è divenuto lì uno sport molto popolare, anche grazie alla passione dell’ex presidente Eltsin, e per i giovani russi fare fortuna con il tennis può essere la svolta, anche economica, della vita. In verità, molti, a partire dalla Sharapova, sono dovuti emigrare negli States per trovare quell’organizzazione – come, su tutte, l’accademia di Nick Bollettieri a Bradenton - capace di mettere a frutto nel modo migliore le loro capacità. Lo stile di gioco delle ragazze non si discosta particolarmente da quello attualmente più comune sul circuito Wta, basato sulla pressione da fondo campo, con un diritto che spinge e l’utilizzo del rovescio bimane.
Ad ogni modo, appare alquanto difficile che si verifichi agli US Open una ripetizione della finale 100% russa di Parigi, ma Lindsay e Jennifer sono avvertite: non dovranno mai abbassare la guardia, perché le loro avversarie difficilmente saranno in vena di regali.

Di: Fabrizio Fidecaro

 

 
ATP VIENNA - 1° turno qualificazioni
Fischer 
b Fognini 6-7 6-4 7-5
Galvani b kratochvil 6-3 6-4
04/07/2006  Mondo Challenger(N° 57)
27/06/2006  Mondo Challenger (N° 56)
 

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