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Grafica a cura di Marco Fiore

 

Federer e la storia: ma sarebbe così facile se…

Roger Federer con Tony Roche

06/07/2005 - E’ difficile trovare parole o attributi che descrivano quello che Roger Federer sta creando nel tennis maschile in questo momento. La vittoria di Wimbledon è giunta con una tale facilità e sicurezza da lasciare ai rivali soltanto considerazioni banali ma comprensibili: Andy Roddick, dopo la batosta in cui ha rimediato una sconfitta per 3 set a 0, ha dichiarato alla stampa di voler simpaticamente ‘fare a pugni’ con lo svizzero, per poi andare a prendersi una birra e dimenticare in fretta la triste vicenda. Lleyton Hewitt si è arreso dicendo che Federer è sicuramente il più forte, come se l’acqua calda l’avesse scoperta lui nel giorno 1/7/2005.
Subito dopo il proverbiale ‘game set and match’ che ha decretato il terzo successo consecutivo del fenomeno a Wimbedon, chissà quanti degli appassionati in ascolto sulle tv di tutto il mondo si saranno domandati chi mai riuscirà a fermare questo marziano che, di perdere una partita sull’erba, non ne vuole sapere da più di 3 anni. E chissà quanti altri, fermi alla realtà e dunque all’incapacità di trovargli un rivale, saranno andati ad interrogarsi sui celeberrimi paragoni con i più grandi della storia. Giochi che, in tutte le discipline sportive, non conoscono età ma non avranno mai delle risposte precise.
Federer, con l’hat-trick di Church Road, ha raggiunto nel libro dei record nomi altisonanti come quelli nell’ordine di Fred Perry, Bjorn Borg e Pete Sampras. Proprio questi ultimi due non si fermarono là dov’è arrivato oggi Roger, ma giunsero là dove forse, nell’arco di 10 anni, Federer potrà certamente arrivare.
Malgrado l’imbarazzante superiorità tecnica e tattica mostrata, rimango convinto di una cosa, semplice ma di evidente importanza: il numero 1 del mondo si trova sempre più a confrontarsi con gente come Roddick, Hewitt o chi altro che, non saranno fenomeni, ma certamente sono i primi dei secondi. Ebbene, la domanda mi sorge spontanea: senza record così negativi alle spalle (l’australiano ha perso gli ultimi 8 confronti diretti mentre capitan America ha un bilancio di 1 vittoria e 9 sconfitte), i due lottatori sarebbero sempre così in difficoltà? O ancora più semplicemente, Federer andrebbe in campo lo stesso con tutta quella superiorità psicologica? Forse sarebbe giusto dire che alla fine lo svizzero vincerebbe comunque, perché come ama dire il grande Rino Tommasi ‘nel tennis chi è più forte vince sempre’ (…e Roger, almeno sul piano tecnico e tattico, non ha eguali), ma comunque non in un modo tanto avvilente e scoraggiante.
Mi chiedo poi, senza ovviamente trovare risposta, se un russo di nome Marat Safin potrebbe, in un po’ di settimane di gloria psico-fisica (il problema al ginocchio era in realtà una scusa bella e buona per coprirsi le spalle dopo eventuali figuracce, tant’è che il guascone sarà a giocare per i quarti di Coppa Davis), provare a dare concretamente fastidio a Federer per i successi negli Slam e per il trono Reale. Perché, francamente, uno come Safin può giocare da numero 1 su tutte le superfici e lo ha dimostrato anche togliendo un set allo svizzero nella finale del torneo di Halle.
Domande che, ne sono convinto, non trovano risposta oggi come non la troveranno tra un po’ di anni. Perché Hewitt e Roddick prima che ottimi giocatori sono degli atleti fenomenali e dei gran lottatori, ma in un tennis così eccelso e complesso come quello odierno, specialmente in campo maschile, tutto questo non basta. Perché Marat Safin, pur essendo a mio avviso l’unico in grado di potergli concretamente dare grane, non troverà mai la continuità mentale necessaria per sfidare un colosso tennistico di tali dimensioni. Perché Rafa Nadal e Richard Gasquet, giovani rampanti dal futuro roseo, non mi sembrano adatti per governare il tennis, che come tanti dicono è uno sport d’elite e come tale necessita di grandi campioni alla sua guida. A tal proposito, quanto vogliamo scommettere che di questi tempi, il prossimo anno, nessuno parlerà più del Nino de Oro???

Di: Andrea Gallina

 

 
ATP VIENNA - 1° turno qualificazioni
Fischer 
b Fognini 6-7 6-4 7-5
Galvani b kratochvil 6-3 6-4
04/07/2006  Mondo Challenger(N° 57)
27/06/2006  Mondo Challenger (N° 56)
 

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pos name pts
1st Roger Federer 910
2nd Rafael Nadal 672
3rd  Andy Roddick 476
4th Lleyton Hewitt 354
5th Marat Safin 321
5th Nikolay Davydenko 321
7th Guillermo Coria 299
8th Mariano Puerta 233