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Grafica a cura di Marco Fiore

 

Roger li ha avvertiti, ma la scalata è lunga

Riuscirà a ripetersi

01/01/2005 - Le parole di Federer, che ha ricordato alla stampa di essersi confermato campione a Wimbledon e di essere ad oggi il numero 1 indiscusso del tennis mondiale, risuonano nelle orecchie di un comune appassionato come un premeditato, sentito e pericoloso avvertimento nei confronti di tutti gli avversari che durante l’inverno hanno provato a migliorare il proprio gioco per sferrargli un attacco: il 2005 sarà un altro lungo anno di sofferenza, nel quale farà rivivere a tutti, se possibile in modo ancora più imperioso ed intenso, le emozioni trasmesse in 11 mesi di signoria, nei quali ha vinto altrettanti tornei.
Ciò che ha detto Roger è un richiamo all’ordine soprattutto verso Roddick, Safin, Hewitt e, perché no, pure Agassi: la stampa ha passato l’inverno a elogiare le possibilità di rivalsa degli avversari, e in particolare di Roddick, che ha cambiato coach, e di Safin, che sembra tecnicamente l’unico capace di dargli fastidio. Ma tutti o quasi si sono scordati una piccola cosa, una sorta di parere importante: non hanno chiesto a Federer ciò che pensava di tutto ciò. Ed ora, a meno di 48 ore dall’inizio delle ostilità, il 23enne di Basilea ha certamente ingrossato la sua voglia di dimostrare, ancora una volta e se mai ce ne fosse bisogno, che il no. 1 dei no. 1 è lui, non c’è tennista che tenga.
La scalata verso la riconferma sarà durissima, bisogna ammetterlo: nessundo si è mai trovato, almeno negli anni recenti (compresa l’Era Sampras), a dover guardare il calendario e a notare quante cose dovrà ripetere, quante luci dovrà riaccendere, quante persone dovrà accontentare e, questo ce lo aggiungo io, a quanti giornalisti dovrà tappare la bocca prima che riescano ad aprirla. Vero è che tutti sono estasiati dal suo gioco, dalla sua personalità e dal suo carisma, che può fare solo bene al tennis del nuovo millennio, ma l’esperienza insegna che basta poco per far cadere un castello che, se ieri era al solito fatto di mattoni, domani potrebbe bilanciarsi su poche carte da gioco.
Federer sembra apparentemente un ragazzo molto tranquillo, magari anche poco determinato. In realtà, pur essendo molto posato, ha in sé una esplosiva voglia di successo, che lo porta quasi ad avere un senso di responsabilità nei confronti del nostro sport: il più forte è lui, e quindi sente il dovere di difendere il presente, il passato e il futuro del tennis agli occhi di tutti gli sportivi. Finora c’è riuscito alla grande, facendosi sentire anche in alcune occasioni importanti:

Roger a Doha

oltre al problema riguardante il doping, dal quale Federer si è detto assolutamente non toccato, il no. 1 del mondo ha, da un anno a questa parte, lanciato un grossissimo campanello d’allarme verso tutti coloro che girano per il circuito con un coach: il tennis è uno sport individualista, non c’è bisogno dell’aiuto di nessuno se non di parenti e amici. Lui, però, è l’unico dei grandi che riesce a gestirsi da solo. Il perché sta nel fatto che Roger, grazie ad un talento innato e ad una capacità di lettura tattica dell’incontro, dopo la proficua collaborazione con Peter Lundgren ha acquisito certamente maggiore fiducia nei propri mezzi, nelle proprie capacità. Lo svedese, che da professionista non aveva manco varcato la soglia dei top 40 del ranking, ha avuto un influsso determinante nello spirito del ragazzo, portandolo a maturare e a diventare campione. Dagli ultimi mesi del 2004, quando ha preso per mano Safin, Lundgren sembra sia riuscito a trasformare anche il moscovita, portandolo ad una maturazione professionale fondamentale per la sua carriera.
E chissà che non sia proprio il buon vecchio Peter, con la faccia da losco che si ritrova, ad aver fatto a Federer lo sgambetto sul gradino più alto.

Di: Andrea Gallina

 

 
ATP VIENNA - 1° turno qualificazioni
Fischer 
b Fognini 6-7 6-4 7-5
Galvani b kratochvil 6-3 6-4
04/07/2006  Mondo Challenger(N° 57)
27/06/2006  Mondo Challenger (N° 56)
 

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pos name pts
1st Roger Federer 910
2nd Rafael Nadal 672
3rd  Andy Roddick 476
4th Lleyton Hewitt 354
5th Marat Safin 321
5th Nikolay Davydenko 321
7th Guillermo Coria 299
8th Mariano Puerta 233