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Roddick-Gilbert, tracce di verità…
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Brad Gilbert |
15/12/2004 - È finita nel modo in cui nessuno aveva
previsto finisse. Andy Roddick e Brad Gilbert si
sono salutati dopo 18 mesi passati l’uno affianco
all’altro, attratti dalla stessa voglia di vincere,
dal successo, dai soldi, dal potere. Sembravano
fatti l’uno per l’altro: insieme hanno vinto quanto
basta per definire la loro una collaborazione
proficua, soprattutto per il nuovo top player degli
States. Sarebbe da ipocriti, però, dire che Roddick
abbia raggiunto la sufficienza nella stagione che si
è conclusa qualche settimana fa a Houston. E i
motivi ve li abbiamo precedentemente spiegati
nell’articolo riguardante lo yankee del Nebrasca e
il suo 2004. 4 titoli non rendono merito al lavoro
fatto e sono briciole se messi a confronto con gli
11 di Federer. E Gilbert, a questo, deve aver fatto
molta attenzione.
I motivi della separazione non sono stati resi noti,
o per meglio dire i due hanno definito la decisione
‘consensuale’, dichiarando pure di essersi trovati
benissimo assieme. La radice del problema, però, sta
attorno a quanto accaduto negli ultimi mesi,
attorniati di insuccessi clamorosi. Il primo, grande
scossone, Gilbert deve averglielo dato dopo la
mega-batosta subita da Johansson agli US Open, un
torneo nel quale Roddick avrebbe dovuto dimostrare
il suo valore e ha invece messo in luce, forse per
la prima volta, la psicologia nascosta, una sorta di
‘altro Andy’. Voci di corridoio dicono che, alla
fine di quella stramaledetta sera del 9 settembre,
zio Brad abbia demolito il suo assistito nel
backstage, tirandogli le orecchie per la sciagurata
prestazione fornita in campo. Una prima rottura del
rapporto, dunque, potrebbe essere avvenuta in quella
circostanza. Dopo qualche settimana, Andy ha perso
la finale di Bangkok contro Federer, ma quello,
almeno teoricamente, è un risultato accettabile
vista la manifesta inferiorità mostrata negli ultimi
2 anni verso il talento svizzero. Il secondo
richiamo sarebbe poi arrivato dopo la sconfitta con
Mirnyi al 3° turno del Master Series di Bercy, un
risultato inaccettabile, alla luce di quanto segue:
mancavano solo 10 giorni all’avvio della Masters Cup
a Houston… domanda: che senso aveva fare una
trasferta così lunga dall’America per perdere con
Mirnyi? Non sarebbe stato meglio restare a Boca
Raton e prepararsi al meglio per l’ultimo evento
della stagione? E qui, secondo qualche
indiscrezione, pare che Roddick abbia voluto fare di
testa sua, invogliato dalla mancanza nel main draw
di un certo Roger Federer e di altri top 10. A 22
anni, la fame di denaro non è mai saziabile. Gilbert,
quindi, pare abbia anche accettato quella decisione,
a condizione che il suo assistito ottenesse validi
risultati sia a Parigi sia a Houston. Ma così non è
stato, e anche in Texas sappiamo tutti com’è andata.
Ora, lasciando da parte la cronaca degli ultimi
mesi, è lecito porsi qualche domanda: cosa vuole
Roddick? Che coach sta cercando? Zio Brad, a detta
di tutti, era parso l’uomo giusto, l’uomo della
riscossa, l’uomo che avrebbe segnato, prima o dopo,
la definitiva maturazione tennistica del 22enne di
Boca Raton. Eppure, oggi siamo qua a dire, o meglio
a pensare, che fossero tutte apparenze. Però la
decisione, comunque, rimane pressoché inspiegabile.
Che ne sarà ora di Andy? Uno come lui, dotato di
servizio e diritto straordinari, ha sempre mostrato
di aver fermamente bisogno di un tipo alla Gilbert,
maestro tattico come nel circuito ATP proprio non ce
ne sono.
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Andy è bravo a parlare… |
Insomma, tanti dubbi ma anche qualche certezza: la
separazione non è certo dovuta a motivi economici.
Oltre ai soli premi, Roddick vanta un portafoglio a
fisarmonica soprattutto grazie agli sponsor. La
Reebok ha investito moltissimo su di lui, e girano
cifre da capogiro riguardo al contratto tra la Casa
americana e il tennista, dunque non avrebbe avuto
certo problemi ad aumentare il salario all’ormai ex
amicone; l’altra certezza è che, ovviamente, Gilbert
non verrà contattato da Federer: sissignori, se
stavate pensando a qualche accordo losco vi state
proprio sbagliando! Perché il buon e bravo Roger di
uno come Brad non sa proprio che farsene. Perché?
Semplice: a differenza di tutti gli avversari
eccetto Agassi, sa leggere perfettamente l’andamento
del match e di conseguenza le scelte tattiche da
attuare.
Infine, per concludere, qualche voce sul futuro: c’è
chi sostiene che entrambi abbiano già preso contatti
con nuovi rispettivi partner; Andy starebbe tentando
di stregare Dean Goldfine, ex coach di Todd Martin,
mentre Brad sarebbe in procinto di trovare un
accordo con Taylor Dent, il possente serve&volley
statunitense che aspetta solo di migliorare la testa
e la condizione fisica per entrare nella top 10 a
pieno titolo. Che cosa accadrà? Solo il tempo potrà
dircelo.
Di:
Andrea Gallina |
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