Prima Pagina
Notizie
Forum
Ranking New!
Calendario 2005
Vincitori 2005
Finali 2004
WTA Entry Ranking
Calendario 2005
Vincitrici 2005
Profili
Davis Cup
Best ranking
Download  New!
Zoom
Dossier
Match Point
Head to Head
Da 0 a 10
Grandi Campioni
Slam
News per il tuo sito
Newsletter
Chat

Portali amici
Collabora
Disclaimer
Sponsor
Racingworld.it
Wavelab.it
 

Grafica a cura di Marco Fiore

 

Andy perché: un 2004 da dimenticare…

Il 2004 di Andy in questa foto

08/12/2004 - La stampa mondiale, quella americana soprattutto, si era divertita ad inizio stagione a coccolarsi il suo beniamino, il bombardiere Andy Roddick, sperando che, dopo Agassi e Sampras, il tennis d’oltreoceano avesse trovato finalmente la sua nuova icona. Tutto (o quasi) faceva presumere ad una sfida eccitante con Roger Federer, ma il 2004 ha rivelato poi un’altra, irrimediabile realtà: lo svizzero, vincitore di 3 delle 4 prove del Grande Slam, ha sancito in maniera concreta la sua superiorità, affermandosi come il vero campione che il mondo del tennis attendeva dopo l’addio, triste in sé ma meraviglioso per i ricordi, di Pete Sampras. Roddick, malgrado i saggi (a volte non troppo) consigli di Brad Gilbert, non è riuscito a concretizzare in positivo le sue potenzialità, portando a casa appena 4 tornei, valenti briciole tanto per la fascia di importanza quanto per i soldi guadagnati, che messi a confronto con quelli di Federer sono vere e proprie briciole. Ma oltre ai verdoni, buoni e comodi, l’ex ‘The Defending Champion’ è stato surclassato dal punto di vista tecnico, mostrando un’inferiorità impressionante soprattutto negli scontri diretti. Solo a Wimbledon, nella finale del torneo più prestigioso al mondo, Roddick era riuscito a dare parzialmente fastidio a Federer, strappandogli il 1° set e andando più volte vicino al colpaccio. Ma poi, il predestinato, perché di tale si tratta, n’è sempre uscito fuori alla grande, evidenziando tutta la classe cristallina che solo da lassù si può pensare gli sia stata tributata.
Tornando ad Andy, ciò che non ha affatto convinto è la parte finale dell’annata: in vista del 2005, stagione nella quale dovrà darsi uno scossone per mantenere quantomeno la 2° posizione del ranking e tornare a ruggire, i risultati ottenuti da agosto in avanti sono preoccupanti, senza mezzi termini: ad Atene 2004, dove si era presentato dicendosi fiducioso e voglioso di dare all’America una soddisfazione importante pure nel tennis, è stato spedito a casa da un anonimo Fernando ‘Mano de piedra” Gonzalez, buon giocatore ma non certo impossibile da arginare. A distanza di circa 3 settimane, Roddick ha subìto poi la batosta più dura da assorbire, quella davanti al pubblico di Casa, quello di Flushing Meadows: dopo 4 turni impressionanti, superati senza perdere un set e con una foga agonistica mai vista prima, ‘The Defending Champion’ (questo lo status con il quale era partito all’inizio degli US Open) si è sciolto come neve al sole dinanzi alle pallate di Joachim Johansson, 20enne svedese rivelatosi al grande palcoscenico proprio in quell’occasione. Era giovedì 9 settembre, tutti credevano nell’ennesima finale annunciata con Federer, ma, dopo il recupero straordinario da 2 set a 0 sotto, Roddick ha incredibilmente fallito sul più bello, deludendo tutte le aspettative dei fans, che tanto lo amano per il carisma, per la grinta, ma non certo per il gioco troppo monotono e oltremodo emblema del tennis moderno. L’ultima, terribile mazzata del 2004, Andy se l’è presa a Houston, lo scorso 21 novembre. Ancora una volta, dato per certo partecipante alla finale con Federer fin dall’inizio del torneo, ha tradito, facendosi demolire da Hewitt in poco più di un’ora di gioco nella semifinale, dopo aver dominato il suo girone di round robin vincendo 3 match su 3 con avversari discreti. L’australiano, che secondo i più partiva sfavorito nel confronto per la mancanza di un colpo da ko nel suo gioco, ha espugnato il campo centrale del Westside Tennis Center: mettendo a segno ben 5 giochi consecutivi per chiudere l’incontro, il Re dei Fighters del ‘New Generation Tennis’ ha inflitto una lezione difficile da dimenticare.
Tra tutte le delusioni vere, quelle che scottano, non abbiamo incluso la Coppa Davis, un sogno che Roddick insegue da quando era ragazzino e seguiva Agassi e Sampras mentre dominavano il mondo: dopo aver asfaltato tutti verso la finale, A

Roddick ride di sé stesso

ndy non ha potuto nulla contro la terra rossa, superficie dannata sulla quale, almeno per ora, non vale nemmeno un giocatore della top 20 del ranking. I suoi missili, sul rosso di Siviglia, sono parsi delle vere mozzarelle, ma non c’è da stupirsi visto che, fino a prova contraria, al Roland Garros era riuscito a perdere al 2° turno da un tale di nome Olivier Mutis, anonimo francese che sta abitualmente tra i primi 100.
Per concludere, un’annata storta ci può stare: chi, anche tra i più grandi, non ha mai avuto un periodo nel quale faticava a vincere i match importanti, quelli che contano davvero? Ciò che preoccupa, semmai, è il fatto che Roddick si possa trasformare in un’eterna promessa, uno che, dopo aver vinto gli US Open a 21 anni, si sia arreso dinanzi ad un tennis che, con l’esplosione di Federer, sta riportando in quota il gioco della vecchia guardia, mix di tocchi d’alta scuola e non di semplici bombardate. In ogni caso, è ancora presto per dire se, l’arcinota rivalità con il no. 1 svizzero, finora non correttamente definita tale, potrà prima o dopo esplodere. Anche perché, cosa si sarebbe detto se l’americano avesse vinto ai Championships?

Di: Andrea Gallina

 

 
ATP VIENNA - 1° turno qualificazioni
Fischer 
b Fognini 6-7 6-4 7-5
Galvani b kratochvil 6-3 6-4
04/07/2006  Mondo Challenger(N° 57)
27/06/2006  Mondo Challenger (N° 56)
 

Vai all'archivio...

pos name pts
1st Roger Federer 910
2nd Rafael Nadal 672
3rd  Andy Roddick 476
4th Lleyton Hewitt 354
5th Marat Safin 321
5th Nikolay Davydenko 321
7th Guillermo Coria 299
8th Mariano Puerta 233