Prima Pagina
Notizie
Forum
Ranking New!
Calendario 2005
Vincitori 2005
Finali 2004
WTA Entry Ranking
Calendario 2005
Vincitrici 2005
Profili
Davis Cup
Best ranking
Download  New!
Zoom
Dossier
Match Point
Head to Head
Da 0 a 10
Grandi Campioni
Slam
News per il tuo sito
Newsletter
Chat

Portali amici
Collabora
Disclaimer
Sponsor
Racingworld.it
Wavelab.it
 

Grafica a cura di Marco Fiore

 

2004, per Henman la migliore stagione della carriera…

Henman esulta

06/12/2004 - Dopo periodi passati nel buio della top 10, Tim Henman ha vissuto quest’anno la sua migliore stagione nel circuito ATP. Non mi prendete per pazzo: essere nei primi 10 non è un disonore, anzi… Il punto del discorso, però, sta attorno ai risultati di rilievo. L’idolo delle folle inglesi si è finalmente espresso alla grande, raggiungendo per ben 2 volte la semifinale in un torneo del Grande Slam. Al Roland Garros, stupendo tutti, è andato quasi vicino al colpaccio con Guillermo Coria, un uomo che, sulla terra, può contare i propri rivali sulle dita di una sola mano. Certo, Henman a Parigi non ha potuto giocare un gran serve&volley, per ovvi motivi, ma ha comunque impressionato per l’adattabilità a questa superficie, fino a prima mai dimostrata. Con le dovute proporzioni, c’è stato chi l’ha paragonato, forse anche un po’ azzardatamente, a quel gran mito di Bjorn Borg, capace di esprimersi agli stessi livelli tanto sul rosso di Parigi quanto sull’incantevole verde dell’All England Club.
Per i detrattori del talentuoso inglese, un 30enne che, senza aver vinto nulla di importante, riesce ad emozionarti per la sua tranquillità (forse solo apparente), per lo sguardo pulito e per un gioco fatto appositamente per i nostalgici, c’è anche da rimarcare la cocente delusione patita a Wimbledon, dove, dopo numerosi proclami che lo volevano sicuro protagonista in un’eventuale finale con Roger Federer, è stato eliminato dal 20enne croato Mario Ancic. Lo svizzero in finale c’è poi arrivato, “asfaltando” tutti con la sua classe cristallina e la sua grinta nascosta.
Parlando sempre con il taccuino alla mano, Henman ha vissuto la più grande stagione della sua carriera nei tornei sul cemento. Ha infatti raggiunto la finale di Indian Wells e la semifinale agli US Open, match entrambi persi dal fenomeno Federer. E proprio a Flushing Meadows, è stato impressionante il cammino: dopo essersi detto fuoriforma nell’immediata vigilia, Tim, passo dopo passo, è giunto là dove nessuno si aspettava, fermato solo dal fisico eccessivamente minuto per una superficie tanto esigente come quella del cemento. Alla Masters Cup di Houston, pur perdendo nel round robin, non ha certo sfigurato, tenendo sulle spine prima Roddick e poi Safin, quest’ultimo nel match decisivo per la qualificazione.
Malgrado le ottime prestazioni nei tornei dello Slam, quelli che contano davvero per intenderci, Timbledon non è però riuscito a far suo nemmeno un torneo ATP, pur prendendo parte alla finale di Indian Wells. Un piccolo neo in una stagione da ricordare, non solo per quanto descritto sopra ma soprattutto per i sensibili progressi tecnici: il diritto, colpo che fino alle stagioni scorse faticava ad utilizzare con regolarità, è diventato, come per i colleghi, un’arma per certi versi letale e per altri interlocutoria.

Timbledon saluta il pubblico

Il servizio, poi, è stato decisamente perfezionato: ora l’inglese non si limita più ad un semplice top, ma varia molto sia con gli slice sia con i kick, qualità queste fondamentali in un gioco serve&volley come il suo. La vicinanza di Paul Annacone, in sostanza, lo ha portato ad una maturazione definitiva sotto l’aspetto tecnico (raggiunta forse anche un po’ tardi, n.d.r.), anche se passi avanti altrettanto cospicui non sono stati compiuti sotto l’aspetto psicologico, che, da sempre, è il vero tallone d’achille di Henman.
Non è stato seguito sotto il profilo fisico e psicologico, forse perché ai tempi venivano sottovalutati i due aspetti, forse perché l’Inghilterra, dopo aver tanto aspettato un campione, non ha saputo gestirlo presa dall’euforia. Infatti, la forza interiore non gli manca (basti pensare che si è ripreso egregiamente dopo la scomparsa della moglie), però essa non è stata plasmata quando si poteva ancora fare, cioè nel periodo adolescenziale, dove una persona si forma e diventa adulta. Ciò lo si nota anche dai suoi score, dove sono presenti molti “stop” in semifinale; questo avviene perché non è stato educato a proiettarsi al di là di quel risultato, cioè la finale, e a gestire una eventuale vittoria o sconfitta. Inconsciamente, scattano così dei blocchi mentali, come la paura di arrivare al successo in una competizione importante e non saper gestire la situazione. Ciò deriva da varie cause, come la paura di non riconfermarsi, di non sapere come comportarsi durante una finale, l’angoscia di non rispettare le aspettative riposte da altri in caso di sconfitta, e la paura di vincere (nikefobia). Questi sono aspetti tipici dei giovani tennisti. Purtroppo, il problema di Henman è proprio quello di essere un ragazzino nel corpo di un 30enne.

Di: Andrea Gallina e Giuseppe Anselmo

 

 
ATP VIENNA - 1° turno qualificazioni
Fischer 
b Fognini 6-7 6-4 7-5
Galvani b kratochvil 6-3 6-4
04/07/2006  Mondo Challenger(N° 57)
27/06/2006  Mondo Challenger (N° 56)
 

Vai all'archivio...

pos name pts
1st Roger Federer 910
2nd Rafael Nadal 672
3rd  Andy Roddick 476
4th Lleyton Hewitt 354
5th Marat Safin 321
5th Nikolay Davydenko 321
7th Guillermo Coria 299
8th Mariano Puerta 233