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Rafael Nadal, bimbo prodigio di Spagna, si gode il
successo
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Rafael Nadal |
04/12/2004 - Da domenica scorsa, giorno in cui la
Spagna tennistica ha portato a casa la 2° Coppa Davis della sua storia, è Rafael Nadal l’uomo che
più di ogni altro si trova con i riflettori puntati
addosso. E che riflettori… Il 18enne mancino, già
ipermuscolato malgrado l’età non ancora avanzata, ha
regalato alla sua Patria un successo fondamentale ai
danni di Andy Roddick. L’americano, dopo essersi
preso gioco del suo avversario lo scorso settembre a
Flushing Meadows, è stato umiliato come in poche
altre occasioni, finendo per cedere dopo oltre 3 ore
di gioco in 4 comodi set. Nadal ha stupito tutti per
la grandissima professionalità mostrata nell’evento
che lo vedeva coinvolto, il più importante, almeno
fino ad oggi, della carriera. Ma chi ha visto
giocare dal vivo questo ragazzo, nato a Manacor il 3
giugno del 1986, ormai non rimane sorpreso di nulla.
Non vorremmo fare paragoni azzardati, però leggete
un po’ queste righe. Il circuito femminile ha
sfornato negli ultimi 2 anni una quantità di
giovincelle impressionante: tralasciando la
Sharapova, che oltre ad essere un fenomeno mediatico
ha già vinto e convinto, si possono citare la
Vaidisova, 15enne ceca dotata di un talento
sopraffino, vincitrice quest’anno di 2 tornei WTA, e
anche la Golovin, altra deliziosa fanciulla appena
16enne e già protagonista tanto in singolare quanto
nel doppio misto, in coppia con Richard Gasquet.
Tutto questo per dire che, se nel tennis in gonnella
non ci sono più sorprese, e il baby-tennis è in
crescendo, nel circuito maschile non c’erano stati,
almeno negli ultimi anni, dei veri piccoli fenomeni.
Dopo Becker, il mito che a 17 anni espugnò Wimbledon
con la stessa padronanza di un Sampras nei giorni
migliori, Nadal è la nuova, grande promessa del
tennis moderno. E’ vero, lo spagnolo con il tedesco
non calza molto: l’attitudine all’erba è tutta da
verificare e soprattutto il maiorchino uno Slam deve
ancora vincerlo. Però, un pensierino lo si può fare.
E per inciso, vogliamo provare a chiedere agli
spagnoli cosa pensano di questo ragazzo?
Nadal, per chi non lo sapesse, è un grandissimo
amico di Carlos Moya. Il 28enne, anch’egli di
Maiorca, contraccambia volentieri l’affetto di ‘Rafa’,
dicendosi “soddisfatto di avere un amico come lui,
leale e corretto anche fuori dal campo”. Con uno
Slam, una Davis e anche il privilegio di essere
stato no. 1 del mondo nel 1999, Moya, giudicato lo
scorso anno uno dei 50 uomini più belli del mondo da
GQ, non è esattamente uno sprovveduto… e sentite
cosa pensa lui del gioco di Nadal: “Ha un intuito
tattico impressionante. Gioca benissimo in ogni zona
del campo.
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Nadal esulta |
Il suo diritto è impressionante, serve
già oltre i 200 orari e a rete sa andarci per
raccogliere il punto. Ve lo dico io, tra qualche
anno sarà sicuramente un potenziale vincitore di
qualche torneo dello Slam”. Ma, per essere chiari
fino in fondo, Rafael non ha certo mostrato i giorni
scorsi quello di cui è capace. A gennaio, infatti,
aveva preso parte ad Auckland alla 1° finale ATP
della carriera, perdendola contro Hrbaty.
Successivamente, si era preso il lusso di giungere
al 3° turno alla prima partecipazione agli
Australian Open, fermato solo da uno Hewitt in netta
ripresa. Ma l’appuntamento con il destino, dopo
Auckland, era stato solamente rinviato, come una
pura formalità. Fermato per quasi 3 mesi a causa di
una frattura da stress al piede, Nadal ha poi vinto
ad agosto il torneo ATP di Sopot, in Polonia. Nel
campo dei partecipanti, tra gli altri, c’era pure
Marat Safin.
I cromosomi del campione ce li ha intatti fin dalla
nascita, questo Rafael Nadal: lo zio, Miguel Angel
Nadal, ha militato per anni nel Barcelona Football
Club, mentre oggi gioca nel Maiorca di Hector Cuper.
E proprio la fede calcistica, stando almeno alle
dichiarazioni dei due, sembra essere l’unico motivo
per i quali, ogni tanto, la premiata ditta Moya -
Nadal si lascia andare a qualche acceso dibattito:
il veterano, Re a Parigi nel 1998, è infatti un
ultrà dei blaugrana (Barcelona), mentre il talento
mancino è uno sfegatato tifoso dei galacticos (Real
Madrid).
Per concludere, volete sapere cosa farebbe Rafael se
dovesse vivere un’altra vita? “Mi reincarnerei in me
stesso!”. Però questo Nadal, che grinta, e che
faccia tosta! Ma anche quante idee chiare…
Di:
Andrea Gallina |
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