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Grafica a cura di Marco Fiore

 

Il fenomeno del tennis moderno - Atto 2

Roger col pugnetto

14/09/2004 - Sull’eccezionale talento di Roger Federer si sono oramai versati fiumi di inchiostro. D’altronde, l’impresa appena realizzata a Flushing Meadows - tre quarti di Slam, sedici anni dopo l’ultimo a riuscirvi, Mats Wilander nell’88 – e, soprattutto, il modo in cui essa è stata completata, annichilendo in finale un lottatore del calibro di Lleyton Hewitt, autorizzano all’uso di qualunque iperbole. L’elvetico è, attualmente, di gran lunga il miglior giocatore del mondo, parecchie spanne sopra tutti, come conferma anche l’ultima edizione del ranking Atp, nella quale dispone di un vantaggio davvero incolmabile sui più immediati inseguitori. La sua pare una gara non tanto con gli avversari di oggi, quanto con i primati della storia del tennis. La facilità di gioco del fuoriclasse di Basilea è davvero impressionante: Roger sembra non faticare mentre insegue e colpisce la pallina, disegnando traiettorie geniali sul campo. La fluidità dei suoi movimenti colpisce anche i meno esperti, che rimangono ammirati ad osservarne l’armonia dei gesti.
Il diritto non teme paragoni: non è strappato come quello di tanti “bombardieri” oggi sul circuito, ma quanto fa correre la pallina! Lo svizzero trova parecchi punti anche con il rovescio – ad una mano, come da stile classico - e dispone di un gioco di volo di prima qualità, vista la naturale sensibilità di tocco. Il servizio non è potente come quello di un Roddick o di un Joachim Johansson – per rimanere ai giocatori rivelati dagli US Open -, ma è preciso e difficile da attaccare. Roger riesce a variarne angoli ed effetti, non dando punti di riferimento agli avversari, e poi, al momento giusto, è in grado di ricavarne punti diretti a ripetizione, segno, questo, di enorme classe. Sul piano della continuità l’elvetico ha compiuto enormi progressi: fino ad un anno e mezzo fa, non erano rarissimi i match letteralmente buttati al vento contro avversari ampiamente alla sua portata, ora batterlo è divenuta un’impresa quasi improponibile per chiunque.

Il no. 1 si lascia andare

Federer dimostra sul campo un’attitudine tranquilla, ma, in realtà, è un lottatore silenzioso, uno che combatte senza darne l’impressione. Roger è in grado di vincere su tutte le superfici: sull’erba, sul cemento e sui tappeti indoor ha già dimostrato di non temere confronti; l’unico terreno sul quale deve ancora compiere progressi è la terra, sulla quale, comunque, ha già conquistato due volte il Masters Series di Amburgo, e dunque tutto si può dire fuorché sia uno sprovveduto. Per arrivare al titolo anche a Parigi, dovrà puntare molto sulla condizione atletica, dato che vincere sette incontri al meglio dei cinque sets sul rosso richiede un’eccellente preparazione fisica. Non è un caso che, specie da qualche anno a questa parte, il Roland Garros stia finendo nelle mani dei vari “pedalatori” spagnoli o argentini, capaci di remare per cinque ore sotto il sole a fondo campo, con le loro rotazioni accentuate. Roger dovrà riuscire ad ottimizzare le sue energie, cosa che ha già dimostrato di saper fare quest’anno: la settimana immediatamente successiva a Wimbledon, ad esempio, ha vinto sulla terra di Gstaad, in altura, malgrado fosse evidentemente stanco, grazie proprio ad una sapiente gestione delle sue forze, supportata, com’è ovvio, dalla sua immensa classe. Davvero il Grande Slam non è più un sogno proibito.

Di: Fabrizio Fidecaro

 

 
ATP VIENNA - 1° turno qualificazioni
Fischer 
b Fognini 6-7 6-4 7-5
Galvani b kratochvil 6-3 6-4
04/07/2006  Mondo Challenger(N° 57)
27/06/2006  Mondo Challenger (N° 56)
 

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pos name pts
1st Roger Federer 910
2nd Rafael Nadal 672
3rd  Andy Roddick 476
4th Lleyton Hewitt 354
5th Marat Safin 321
5th Nikolay Davydenko 321
7th Guillermo Coria 299
8th Mariano Puerta 233