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Grafica a cura di Marco Fiore

 

Il fenomeno del tennis moderno - Atto 1

Mai nessuno come lui

13/09/2004 - Dopo quanto successo ieri sera sul campo centrale di Flushing Meadows, credo davvero che Roger Federer possa essere definito il tennista più forte di tutti i tempi. E, sia chiaro fin da subito, non si tratta di una provocazione verso gli amanti dei grandi di questo sport o verso tutti i fan dei vari Roddick, Hewitt, Ferrero e quant’altri. Credo di non andare fuoritema definendo quanto accaduto semplicemente magico, assolutamente straordinario ed eccezionale.
Una superiorità perentoria, schiacciante, quella che lo svizzero ha espresso ieri come negli ultimi due anni. Già, perché, piaccia o no, il successo sul palcoscenico più importante del mondo, e ci riferiamo a Wimbledon, conta, eccome se conta. E soprattutto cambia la vita di qualsiasi tennista. Per una serie di motivi, e non certamente circostanze fortuite, l’esplosione definitiva del Fenomeno, e ribadiamo il nome perché di tale si tratta, è giunta soltanto a metà del 2003. Ma è stata una vera consacrazione. Prima Wimbledon, poi la Masters Cup, poi gli Australian Open, quindi di nuovo Wimbledon ed ora Flushing Meadows. E insomma, chi lo ferma più? “Nobody can beat you, Roger, because your playing is simply the best.” E’ quello che tutti i fan continuano a scrivere sul suo sito ufficiale, rogerfederer.com. Francamente, non sono proprio cose fuori dal mondo. Trattasi di realtà pura, anche se talvolta può far male ai vogliosi di agonismo, della sfida a tutti i costi. La rivalità con Roddick ci sta, non esiste ora ma prima o poi salterà fuori. L’americano, alla vigilia considerato da tutti il grande favorito, ha ceduto clamorosamente contro Joachim Johansson, giovane talento ma non certo ancora meritevole di giungere in semifinale in un major. È chiaro ed evidente, comunque, che anche lo yankee più noto del tennis d’oltreoceano avrebbe tranquillamente perso in un’eventuale finale contro Federer, quella che gli organizzatori cercavano ma che non è arrivata. Ma per ovvi motivi ci riferiamo al Federer DOC, quello visto ieri in poche parole. Troppo alto il ritmo impresso da Roger, troppo fine nel gioco a rete, troppo grande nella personalità. Un aspetto sul quale, il nostro amico, ha iniziato finalmente a manifestare nuove doti: quel gesto, alla fine del match, quello stupendo sguardo al cielo, vale più di qualsiasi altra parola! E il suo rapporto con gli Dei di questo sport ma soprattutto dell’Olimpo si sta sempre più infittendo. Com’è possibile paragonarlo a Laver, a Borg, allo stesso Sampras? Nessuno di questi 3 campioni aveva le sue doti tecniche, come nessuno aveva dimostrato, dopo soli 2 anni a livelli tanto alti, di poter vincere 3 tornei del Grande Slam su 4 prove disputate.

Il suo gesto è leggenda

Laver, a suo tempo, mise a segno il poker, e lo fece per due volte consecutive, ma erano altri tempi: oggi, il tennis maschile ha raggiunto un tale livello di competitività che Federer può solamente essere applaudito. Anche se è vero, sempre vero, che lui fa apparire facile anche ciò che semplice non è. Il primo è il terzo set della finale sono state due intense lezioni di tennis, dove non si è trasformato in un extraterrestre, rimanendo semplicemente lui, semplicemente Roger. Ed è fantastico pensare che questa storia, probabilmente, non finirà mai… O meglio, finirà forse, il condizionale è d’obbligo dopo le ultime, straordinarie apparizioni di Nonno Agassi, tra una decina d’anni. Ma a quel tempo ci sarà un cambiamento di generazione, una divisione netta con il passato: e questo coincide con l’Era Federer, l’Era degli spettacoli “Vietati ai minori”, se così si può dire.
Ad ogni modo, su di lui ci sarebbe da scrivere interi fogli di papiro. La musicalità dei suoi gesti, la purezza del suo sguardo, sono assolutamente magici: e, siccome noi non siamo solo gente rozza, c’è da sperare che, magari domani o tra 100 anni, anche in Italia nasca uno come lui. Adios fenomeno… And thank you for all.

Di: Andrea Gallina

 

 
ATP VIENNA - 1° turno qualificazioni
Fischer 
b Fognini 6-7 6-4 7-5
Galvani b kratochvil 6-3 6-4
04/07/2006  Mondo Challenger(N° 57)
27/06/2006  Mondo Challenger (N° 56)
 

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4th Lleyton Hewitt 354
5th Marat Safin 321
5th Nikolay Davydenko 321
7th Guillermo Coria 299
8th Mariano Puerta 233