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Grafica a cura di Marco Fiore

 

La sconfitta fa male, ma Andy può solo imparare

"Oh my God…"

10/09/2004 - Commentare una sconfitta come quella subìta da Andy Roddick nella notte non può essere certo facile. L’americano, testa di serie no. 2, ha perso nonostante abbia messo insieme 58 colpi vincenti e appena 22 errori non forzati.
La prima cosa da prendere in considerazione è indubbiamente la seguente: Roddick si è trovato, forse per la prima volta nella sua carriera, a giocare contro un giocatore che esprime un tennis praticamente uguale al suo; Johansson, agonista dotato di un servizio straordinario e di un diritto altrettanto efficiente, ha forse fatto capire ad Andy, per una volta, cosa si prova a giocare contro uno come lui, che non lascia mai spazio all’avversario a causa della continua ricerca del colpo vincente. The Defending Champion, com’è stato definito in queste due settimane dal pubblico di Flushing Meadows, ha subìto l’offensiva dell’avversario fin dai primi giochi del match. Il secondo punto sul quale c’è da fermarsi a riflettere è il seguente: Roddick è entrato in campo con troppa tensione, a tratti anche mischiata a grande fretta. Un po’ come, proprio un mese fa, gli era accaduto nella finale del Master di Toronto persa in 2 set da Federer, che lo aveva preso a pallate senza mai concedergli una via d’uscita. E’ un nodo del suo gioco sul quale deve evidentemente migliorare: è chiaro ed evidente che Andy non è il genere di tennista che entra in campo già sconfitto, proprio no, ma certamente deve essere in grado di reggere tutta la pressione che il fatto di trovarsi spesso di fronte Federer comporta.
Venendo ora ad un’analisi più globale della stagione dello yankee, con la sconfitta subìta nella notte è più che corretto associare l’annata alla parola fallimento. Già, perché malgrado i quarti agli Australian Open, dove poteva starci la sconfitta in 5 set con uno scatenato Safin, e la finale persa per un pugno di punti a Wimbledon, dove la vittoria di Federer venne non ponderatamente definita “il successo di un tennista che ha giocato al 70%”, non ci sta proprio che A-ROD abbia fallito l’appuntamento con il destino, quello che avrebbe dovuto consegnargli nelle mani il 2° titolo consecutivo a Flushing Meadows. I

Andy in confusione

n termini di classifica, la debacle contro Johansson non lo sposterà dalla posizione no. 2, ma gli costerà moltissimo nei confronti di Federer che, se dovesse arrivare in finale, potrebbe acquisire un vantaggio di oltre 2000 punti, davvero tanti anche in chiave 2005. Non parliamo poi della questione economica: i 200.000 dollari che Andy incasserà con i quarti sono briciole rispetto all’assegno, pesantissimo, che il Presidente della USTA consegnò nelle sue mani d’oro lo scorso anno: 50 cm2 da 1.000.000 di verdoni.
Insomma, in definitiva Roddick deve assolutamente dimenticare in fretta questo 2004, anno nel quale ha fatto vedere numerosi progressi dal punto di vista tecnico che non sono serviti però a concretizzare qualche risultato di rilievo. Una cosa è certa: nell’inverno 2003, lui e Guilbert si erano concentrati nel miglioramento del rovescio, il colpo nel quale il 22enne del Nebrasca mostrava ancora maggiore insicurezza. A novembre, dopo la Masters Cup, Andy potrebbe invece cercare di trovare definitivamente la giusta sistemazione anche nei pressi della rete: se affinasse anche le capacità al volo, non sarebbe certo vietato considerarlo un candidato per la vittoria ai Championships.

Di: Andrea Gallina

 

 
ATP VIENNA - 1° turno qualificazioni
Fischer 
b Fognini 6-7 6-4 7-5
Galvani b kratochvil 6-3 6-4
04/07/2006  Mondo Challenger(N° 57)
27/06/2006  Mondo Challenger (N° 56)
 

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5th Nikolay Davydenko 321
7th Guillermo Coria 299
8th Mariano Puerta 233