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Grafica a cura di Marco Fiore

 

Poche storie: il leone di Adelaide è tornato…

Hewitt è in ripresa

24/08/2004 - Già dopo la sconfitta dei quarti a Wimbledon, dove era stato cacciato dal padrone di casa (e sappiamo chi è…), Lleyton Hewitt era apparso ritrovato, quasi ai livelli con i quali era stato per due anni sul tetto del mondo. Vuoi per un motivo, vuoi per un altro, l’australiano era riuscito a strappare un solo set a Federer, ma era comunque stato l’unico insieme a Roddick a compiere questa impresa sui prati londinesi. Dopo quel risultato, aveva scelto la strada del riposo, in attesa di tornare sul campo per la stagione nord-americana ed essere pronto al meglio per i Master. Ebbene, se a Toronto era apparso un po’ male perdendo da Santoro, già a Cincinnati aveva disputato indubbiamente un buonissimo torneo: aveva battuto Safin (e, anche se il russo c’ha una testa che è meglio non dire cosa ricorda, non è cosa da poco) ed era approdato in finale nascondendo la palla a Robredo. Si era arreso solo ad uno dei migliori Agassi della stagione, secondo solo a quello visto con Roddick. E, con il nonno di Las Vegas “versione Cincy” può tranquillamente perdere anche un fenomeno che di nome fa Roger e di cognome Federer, e, amico mio, non ti fischino le orecchie perché è la semplice verità. Poi, dopo una settimana di pausa, mentre gli americani, gli svizzeri e gli spagnoli deragliavano alle Olimpiadi, lui andava a vincere il titolo a Washington, portandosi a casa un assegno da 70000 $ e riguadagnando un posto nella top 5 che gli compete tranquillamente. C’è chi dice che la coppia che da un anno e mezzo a questa parte domina la scena sia inarrivabile per chiunque, ma su questo sono d’accordo solo a tratti. È certamente vero che la classe di Federer o l’esplosività di Roddick non sono due caratteristiche genetiche di Hewitt, ma Lleyton è senza dubbio un fighter ed uno che prima di perdere uno scambio, quando va bene, deve compiere almeno 30 tiri. Poi c’è l’aspetto psicologico: Hewitt vale inopinabilmente molto più di Federer sotto questo punto di vista, mentre è alla pari con A-ROD.

La rabbia di Lleyton

Se per la Henin abbiamo detto che non è cambiato nulla, lo stesso discorso non si può fare per il 23enne australiano. I suoi più diretti rivali si sono formati mentre lui non c’era, mentre lui non rispondeva agli attacchi a causa di acciacchi conseguenti ad un forzato rientro dopo l’assenza per la varicella. Ed ormai, tanto Federer quanto Roddick sono due realtà: entrambi hanno preso consapevolezza, entrambi sanno di essere i numeri 1. Ma Lleyton c’è: e, chi pensava che questo leone fosse rimasto ferito dopo una serie di batoste impressionanti, dovrà aspramente ricredersi… Hewitt è tornato e lo ha già ampiamente dimostrato. Da qui a fine stagione avrà pochissimi punti da difendere e, anche se Roddick è avanti di 2000 punti, potrebbe almeno issarsi alla 3° posizione mondiale. E a Flushing Meadows, malgrado lo scorso anno sia apparso un altro tennista rispetto a quello che vinse il torneo nel 2001, è da considerarsi uno dei primi favoriti insieme ai nomi che già conosciamo!

Di: Andrea Gallina

 

 
ATP VIENNA - 1° turno qualificazioni
Fischer 
b Fognini 6-7 6-4 7-5
Galvani b kratochvil 6-3 6-4
04/07/2006  Mondo Challenger(N° 57)
27/06/2006  Mondo Challenger (N° 56)
 

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pos name pts
1st Roger Federer 910
2nd Rafael Nadal 672
3rd  Andy Roddick 476
4th Lleyton Hewitt 354
5th Marat Safin 321
5th Nikolay Davydenko 321
7th Guillermo Coria 299
8th Mariano Puerta 233