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Grafica a cura di Marco Fiore

 

Ma che è? Godete a essere picchiati?

Andy Roddick

07/07/2005 - Ho da poco finito di sfogliare Il Tennis Italiano del mese di luglio, e la mia attenzione si è focalizzata su uno dei contenuti esclusivi che la migliore rivista nazionale sul tennis ci propone: un’intervista ad Andy Roddick realizzata dall’esperto Lorenzo Cazzaniga. Dopo averla letta tutta, e con grande attenzione, essendo anche un simpatizzante dello yankee americano, non posso esimermi dall’esprimere la mia totale disapprovazione per l’atteggiamento dei principali rivali di Roger Federer.
Assodato che lo svizzero è il no. 1 del mondo e spadroneggia con la racchetta in mano, non capisco quali siano gli obiettivi ed i target dei suoi più diretti inseguitori, che dicono di voler fare di tutto per provare a raggiungerlo.
Nell’intervista, Roddick, oltre a tracciare con il giornalista un profilo delle sue ultime vicende sportive (la separazione da Gilbert e il nuovissimo contratto quinquennale con Lacoste, ndr), parla di quello che deve essere il suo lavoro per provare ad avvicinare il fenomeno. Andy ammette candidamente di essergli inferiore, ma non accenna ad un problema tecnico bensì atletico. Il che, secondo il mio modesto punto di vista, è abbastanza curioso se si considera che Federer è sì un grandissimo atleta ma nella maggior parte dei suoi match non è mai chiamato a dover stare in campo per più di 120/150 minuti. Roddick fa riferimento in particolare al fantastico timing che il basilese ha sulla palla, e questa è senza dubbio una delle armi letali che Roger ha fatto conoscere nel tempo agli esperti della disciplina.
Il 22enne del Nebraska dice di trovarsi nel mezzo di una fase di affinamento atletico, ed è proprio questo, a suo dire, uno dei motivi che l’ha visto separarsi da Brad Gilbert per accamparsi alla corte di Dean Goldfine. Andy prosegue affermando di non aver bisogno di ulteriori progressi tecnici/tattici (??!!??), ma se questo è lo spirito credo che capitan America farebbe bene ad abbassare la testa e a lasciare nel cassetto qualsiasi sogno di tornare numero 1.
Rimango super convinto che l’unico giocatore che al 100% della condizione può battere Federer su qualsiasi superficie (erba compresa) sia Marat Safin, ma troppo spesso il russo ha tradito questa mia personale realtà con prestazioni extra-tennistiche certamente invidiabili ma poco professionali.
Ad essere onesti c’è da dire che il Federer visto domenica è da considerarsi ‘special guest’ nel libro delle leggende: un tennis straordinario, tanto che lui stesso ha definito la finale ‘uno dei migliori match della mia carriera, forse il migliore’. Però non è accettabile questo atteggiamento dei rivali. Roddick, rilasciando dichiarazioni di quel tipo, sembra davvero ceco, mi lascia perplesso sulla sua intelligenza: perché è pur vero che Andy è un gran lottatore ed ha grande volontà, ma pensando all’aspetto atletico piuttosto che a quello tecnico rischia di rovinarsi con le sue stesse mani.

Di: Andrea Gallina

 
ATP VIENNA - 1° turno qualificazioni
Fischer 
b Fognini 6-7 6-4 7-5
Galvani b kratochvil 6-3 6-4
04/07/2006  Mondo Challenger(N° 57)
27/06/2006  Mondo Challenger (N° 56)
 

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pos name pts
1st Roger Federer 910
2nd Rafael Nadal 672
3rd  Andy Roddick 476
4th Lleyton Hewitt 354
5th Marat Safin 321
5th Nikolay Davydenko 321
7th Guillermo Coria 299
8th Mariano Puerta 233