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Grafica a cura di Marco Fiore

 

Roger e Marat, predestinati con strade diverse...

La grande sorpresa...

16/04/2005 - Roger Federer e Marat Safin. Sono senza dubbio loro i grandi sconfitti del torneo ATP Masters Series di Monte Carlo, che si concluderà nella giornata di domani con l'attesissima finale. Un incontro che non vedrà evidentemente protagonisti i due giocatori più talentuosi del circuito, quelli che in qualche modo sono destinati a strapparsi i trofei importanti nei prossimi anni. Entrambi sono stati degni partecipi della semifinale degli Australian Open 2005, quel match che oggi, 16 aprile 2005, merita senza dubbio la proclamazione di "Sfida dell'anno". Federer e Safin sono diversi in molte cose, ma tuttavia risultano legati dallo straordinario talento che Madre Natura ha donato loro. Potrebbero probabilmente essere due numeri uno, ma il primo prevale sul secondo per continuità.
Il Monte Carlo Country Club ha messo in luce un'altra caratteristica comune, vale a dire la difficoltà nel digerire la terra rossa, una superficie che, come l'erba, ha conservato nel tempo un fascino straordinario.
Dall'anno scorso, quando Federer riuscì a completare 3/4 di Slam, sono ripetute le testimonianze di grandi tennisti del passato che sostengono essere il 23enne di Basilea il più completo giocatore di tutti i tempi, il migliore in assoluto sotto il profilo tecnico. E proprio questa supremazia tecnica, si era detto, avrebbe dovuto essere la sua arma in più anche sul rosso, una superficie sulla quale non è mai riuscito a manifestare candidamente il suo talento. Due vittorie ad Amburgo non bastano a saziarlo, non servono a noi per conferirgli ulteriori attributi, visto che nella storia sono stati davvero pochi quelli in grado di vincere tutti i 4 tornei del Grande Slam, seppur in anni diversi, seppur con condizioni diverse.
Dopo la sconfitta subita ieri per mano di Richard Gasquet siamo inevitabilmente qua a processare Roger, in virtù del fatto che egli stesso, in questo 2005, aveva precedentemente perso una sola partita. Tutti i giornali mondiali, gli stessi portali web come il nostro, hanno pubblicato articoli con titoli di 9 colonne, perchè, costa dirlo ma è così, vende di più sapere che Federer è uscito sconfitto piuttosto che parlare del successo in un altro torneo. Ma crocefiggere un quarto di finale andato storto non basta per tirare le somme di quello che sarà il Roland Garros del campione di Wimbledon, semmai possiamo solo provare a tracciare un disegno tattico.
Dal match di ieri risulta assolutamente evidente come Roger cerchi di attuare un gioco identico a quello utilizzato sul cemento, una scelta errata in virtù della diversa velocità della superficie ma allo stesso tempo esatta viste le indubbie capacità tecniche dello svizzero. Ciò che è inaccettabile è  l'ostinazione di Federer nel giocare costantemente dalla linea di fondo, senza fare quel passo indietro che, tutti i grandi terraioli argentini o spagnoli, compiono. Viste le eccelse percentuali a rete messe in luce anche ieri contro Gasquet, il no. 1 del mondo farebbe bene ad attuare più spesso degli schemi serve&volley, con tutte le precauzioni del caso in considerazione del fatto che la terra non è l'erba. Una migliore percentuale al servizio, soprattutto con la seconda palla, un buon numero di aces e meno errori sulla diagonale rovescia dovrebbero forse garantire un risultato importante, anche a Parigi. E alla fine di tutto, Roger ha fatto bene a mostrarsi fiducioso, perchè il migliore rimane lui.
Da un talento ad un altro: Marat Safin. Il russo è in una striscia negativa da parecchi tornei. Dopo l'eccelsa condizione degli Open d'Australia, il 25enne moscovita ha collezionato una brutta serie di sconfitte. Oltre al 1° turno di Dubai, Marat è uscito per 3 volte consecutive al 3° turno, tutte nei tornei Masters Series finora disputati. La sconfitta contro Ferrero non ha ragione per essere giustificata alla luce di quanto ha sbagliato Safin nel primo set. E i dubbi, ora, cominciano a riaffiorare. Non è mai cambiato o è tornato il giocatore che giocava bene 2 mesi l'anno, uno all'inizio e uno alla fine? Peter Lungren resta fiducioso, ma ci vuole davvero tanta fede per non arrabbiarsi vedendo tutte le sciagure di Marat.
Dopo tutto, il sogno rimane uno: vedere questi due in finale a Parigi, uno contro l'altro... una favola? Boh...

Di: Andrea Gallina

 

 
ATP VIENNA - 1° turno qualificazioni
Fischer 
b Fognini 6-7 6-4 7-5
Galvani b kratochvil 6-3 6-4
04/07/2006  Mondo Challenger(N° 57)
27/06/2006  Mondo Challenger (N° 56)
 

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pos name pts
1st Roger Federer 910
2nd Rafael Nadal 672
3rd  Andy Roddick 476
4th Lleyton Hewitt 354
5th Marat Safin 321
5th Nikolay Davydenko 321
7th Guillermo Coria 299
8th Mariano Puerta 233