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Andy Roddick |
18/01/2005 - Al 1° turno del tabellone maschile erano attesi al debutto le 8 principali teste di serie della centesima edizione degli Open d’Australia. Tra esse, tutte hanno superato il test eccetto Carlos Moya, vincitore 2 settimane fa del torneo ATP di Chennai, in India. Ma partiamo con ordine: Roger Federer, no. 1 del seeding e campione uscente, ha superato con un perentorio 6-1/6-1/6-2 Fabrice Santoro, mostrando una condizione tecnico-fisica eccellente. Lo svizzero, tra l’altro, è stato seguito in tribuna dal nuovo coach Tony Roche, e grazie alla sua prestazione ha ulteriormente rinforzato la sua candidatura a favorito principale del 1° Slam del 2005.
Accanto a lui, nel day 1, ha debuttato alla grande anche Marat Safin: 6-0/6-2/6-1 il punteggio rifilato al 17enne ceco Djokovic, impaurito dinanzi alla potenza e all’imperiosità dell’avversario russo. Al di là del risultato, forse prevedibile vista anche la tenera età di Djokovic, Safin ha superato alla grande il 1° turno, ed ora può essere considerato uno dei candidati al titolo. Il 24enne di Mosca ha sempre avuto una bella testa calda, ma zitti tutti, questa sembra la volta buona per il cambiamento definitivo. Sempre nella prima giornata, è sceso in campo anche Andre Agassi, fino all’ultimo indeciso se partecipare o meno al torneo, avendo accusato un piccolo infortunio durante il torneo esibizione di Kooyong Classic, disputatosi la scorsa settimana nei dintorni di Melbourne. Agassi ha passato con successo l’ostacolo Kindlmann, mostrando una discreta forma e soprattutto la volontà di proseguire nell’ambiente che gli ha dato tanto successo. La delusione della prima giornata è giunta invece da Carlos Moya, eliminato in 4 set dal connazionale Guillermo Garcia-Lopez, giocatore emergente del vivaio spagnolo. Il leader di Davis è apparso molto distratto, con idee sconclusionate e con una fallosità senza precedenti. Moya ha fatto così un gran bel regalo a Safin, che si è tolto dai piedi la testa di serie più alta nella sua porzione di tabellone.
Il day 2 è stato invece il giorno del debutto per Andy Roddick, no. 2 del seeding e cofavorito dell’evento insieme a Roger Federer. Dopo aver cambiato allenatore ai primi di dicembre, l’americano è sceso in campo a Melbourne mostrando una buona condizione tecnica, battendo in 3 set il georgiano Irakli Labadze. Per Roddick, da segnalare, anche una nuova forma fisica: il 22enne del Nebrasca, campione agli US Open 2003, è apparso decisamente smagrito, ottemperando così alle sue stesse parole delle scorse settimane, quando aveva detto di voler migliorare la condizione atletica per poter infastidire Federer. Accanto a quello di Roddick, martedì c’è stato anche il debutto di Lleyton Hewitt, no. 3 del tabellone e favorito di casa. Hewitt, che in questo torneo non è mai andato oltre il 4° turno, si è presentato subito alla grande, eliminando Arnaud Clement. Mr Come On è arrivato a Melbourne anche con una nuova, avvenente bionda australiana. Semplice anche il debutto di Guillermo Coria, che ha sconfitto facilmente Thomas Berdych (6-2/6-4/6-0) in un match che non ha mai avuto storia. Il finalista dell’edizione 2004 del Roland Garros era atteso ad una dura riconferma, dopo la brutta prestazione fornita alla Masters Cup di Houston dello scorso novembre. Infine, Tim Henman, che come Hewitt non ha mai superato gli ottavi a Melbourne, ha superato in 4 set il francese Cyril Saulnier, accusando un unico passaggio a vuoto nella 4° frazione, che il suo avversario si è aggiudicato per 6-4.
Di:
Andrea Gallina
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