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Grafica a cura di Marco Fiore

 

Vuoi rifare la storia del tennis? Contatta Federer…

A Bangkok dopo il trionfo

04/10/2004 - All’inizio dell’anno, il pubblico del grande tennis aveva facilmente intuito come Federer non avrebbe avuto grossi problemi nel confermare la sua vittoria ai Championships, vista la superiorità imbarazzante mostrata già nel 2003. E così è stato: malgrado i due set lasciati a Hewitt nei quarti e a Roddick in finale, lo svizzero si è perentoriamente confermato l’unico giocatore in grado di vincere Wimbledon a mani basse. Lasciando stare gli Dei dell’All England Club, pochi, o almeno penso, credevano di vedere un dominio così schiacciante, così completo, come quello fatto vedere da “Roger-Express” nel 2004. Mano al taccuino, il Signor Fenomeno ha vinto 3 delle 4 prove major, condite da 3 eventi del circuito Masters Series, oltre che da 4 tornei ATP, quelli che il mio “amico” Robertino Lombardi, del quale sono un grandissimo estimatore, definisce, e non ne ha tutti i torti, “tornei di routine”, sempre intendendo le potenzialità di gente del calibro dei Federer, dei Roddick, dei Safin e perché no, degli Hewitt…
Ma quello che più ha impressionato dei successi del no. 1 del mondo, al di là della quantità, è stato il modo con cui questi sono arrivati, davvero lodevole. Agli US Open, tolti il set concesso a Marcos Baghdatis al 2° turno e la lotta con Andre Agassi nei quarti, Federer ha concesso le briciole agli avversari, in particolare a Hewitt, che, e mi viene da dire poverino, era giunto in finale credendo di poter fare partita. Dopo l’australiano, che tra un “Com’on” e l’altro si era beccato 2 6-0 senza toccare una pallina, ieri, in occasione del torneo di Bangkok, è toccato ad Andy Roddick, che da Roger ci aveva perso ma mai con parziali di 6-0. E, come ha candidamente ammesso lo stesso americano, l’infortunio al polso, procuratosi durante il match thriller in semifinale contro Marat Safin, non ha influito sulla sua performance.
Analizzando il Federer tennista, quello che da umano diventa extraterrestre, ciò che stupisce sempre più è la sua incredibile attitudine mentale, che gli permette di dosare attenzione ed energie in relazione all’avversario che si trova ad affrontare. Non è un caso che uno tosto come Roddick sia riuscito a scambiare meno di Thomann, sconosciuto tedesco uscito al 1° turno con lo svizzero, e di Soderling.
Indescrivibile, poi, la versatilità dimostrata: qualche stolto, probabilmente nato ieri e incapace di intedere e di volere, ha voluto cercare il pelo nell’uovo dei successi di Federer nel 2004, andando a rimarcare la sconfitta patita al Roland Garros da Guga Kuerten.

Roger ha fatto 10!

Il brasiliano, che dopo l’infortunio all’anca sembrava aver perso totalmente la retta via, a Parigi era stato in grado di eliminare Roger, infliggendogli una lezione da terraiolo abbastanza dura da dimenticare. Qualcuno, e continuo a riferirmi agli stolti, si è forse dimenticato, ed è una cosa grave, i trionfi che il Fenomeno ha ottenuto ad Amburgo e a Gstaad, entrambi giunti sulla terra rossa. Ma poi, per chiudere tutte le bocche, anche quelle più maligne, basterebbe andare a riprendere le parole che lo stesso Federer utilizzò a seguito dell’ennesima passeggiata di Flushing Meadows, lo scorso 12 settembre: “Credo che il mio gioco sia davvero straordinario. Ora l’unica cosa che devo affinare è la terra rossa, e presto ingaggerò un coach che sia in grado di darmi i giusti consigli solo per quei tornei.” Quasi a voler dire, o meglio a voler avvertire che, dal 2005, anche il Roland Garros non sarà più un sogno rimasto tale ed incompiuto.
Per finire, anche se è molto presto per trarre conclusioni (visti i tornei che mancano alla fine della stagione), rimangono i record: 69 vittorie a fronte di 6 sconfitte, percentuale del 92%, inferiore solo a quella di Lendl nel 1986 (92,8%, 78 vittorie e 6 sconfitte); 12 finali vinte consecutivamente (negli ultimi 25 anni l’impresa riuscì solamente a Borg (79-80) e a Mc Enroe (84-85). 10 trionfi nell’arco di un anno, ad un passo dai 12 di Muster (1995). Difficile, invece, sarà demolire il record assoluto di Guillermo Vilas, il terraiolo argentino che nel 1977 fu in grado di vincere 16 tornei.

Di: Andrea Gallina

 

 
ATP VIENNA - 1° turno qualificazioni
Fischer 
b Fognini 6-7 6-4 7-5
Galvani b kratochvil 6-3 6-4
04/07/2006  Mondo Challenger(N° 57)
27/06/2006  Mondo Challenger (N° 56)
 

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pos name pts
1st Roger Federer 910
2nd Rafael Nadal 672
3rd  Andy Roddick 476
4th Lleyton Hewitt 354
5th Marat Safin 321
5th Nikolay Davydenko 321
7th Guillermo Coria 299
8th Mariano Puerta 233