Prima Pagina
Notizie
Forum
Ranking New!
Calendario 2005
Vincitori 2005
Finali 2004
WTA Entry Ranking
Calendario 2005
Vincitrici 2005
Profili
Davis Cup
Best ranking
Download  New!
Zoom
Dossier
Match Point
Head to Head
Da 0 a 10
Grandi Campioni
Slam
News per il tuo sito
Newsletter
Chat

Portali amici
Collabora
Disclaimer
Sponsor
Racingworld.it
Wavelab.it
 

Grafica a cura di Marco Fiore

 

Marat può tornare grande, senza le “Safinettes”

Marat in azione

20/09/2004 - Il torneo di Pechino ha segnato, fra l’altro al termine di una finale tutta russa con Mikhail Youzhny, il ritorno al successo di Marat Safin in una prova Atp Tour, quasi due anni dopo l’ultimo, il Masters Series di Parigi Bercy 2002. Certo, un lasso di tempo così ampio senza vittorie non rende giustizia alle potenzialità di Marat, che, però, deve incolpare soprattutto se stesso del lungo digiuno. Infatti, da sempre, il giocatore di Mosca alterna grandi prove a prestazioni sconcertanti, ma, negli ultimi anni, gli exploit sono sempre più isolati e sporadici, mentre sono senz’altro di più le delusioni riservate ai suoi tifosi. Tanti sono stati gli incontri letteralmente gettati al vento, che hanno fatto così la fortuna di avversari nettamente inferiori tecnicamente ma più affidabili sul piano nervoso e tattico. E’ questo un atteggiamento comune a vari esponenti del tennis russo, in primis Kafelnikov, ma, ancor più del suo predecessore Yevgeny, Marat sta letteralmente scialacquando il suo talento. Una volta “arrivato”, Safin si è seduto, denotando una ben scarsa propensione ai sacrifici che comporta una vita da atleta. Famose sono rimaste le tre procaci ragazze che affollavano il suo box agli Open d’Australia 2002, quando arrivò in finale, ma, guarda caso, fu inopinatamente sconfitto dallo svedese Thomas Johansson. Da lì in poi fu coniato il termine “Safinettes” e a quelle originarie ne sono seguite non poche altre. Nulla di male in questo, se poi sul campo Marat non continuasse a dimostrare clamorosi vuoti di concentrazione, con un cervello non all’altezza dei colpi.
Nella seconda metà del 2000, Safin ebbe un periodo in cui fu quasi ingiocabile, culminato nel prepotente successo agli US Open in una finale senza storia con Pete Sampras, che, poco dopo, lo portò naturalmente al vertice del ranking Atp. All’epoca immaginare che quattro anni dopo quello sarebbe rimasto ancora il suo unico titolo nelle prove del Grande Slam era impensabile.
A

Safin ride di sé stesso

parziale attenuante rimane l’infortunio rimediato nel 2003, cui ha fatto seguito una lunga convalescenza, che ne ha compromesso gran parte della stagione. Al rientro, Marat ha ben presto piazzato l’acuto, tornando in finale a Melbourne, dopo aver battuto Andy Roddick ed Andre Agassi. La sconfitta con Roger Federer era ampiamente accettabile, le premesse per un ritorno in grande stile c’erano tutte, ma Safin ha ricominciato con i suoi alti e, soprattutto, bassi.
Ora è arrivato questo titolo a Pechino, che gli ha dato nuova linfa nella corsa alla qualificazione alla Masters Cup, un appuntamento a cui sarebbe delittuoso se mancasse.
Il moscovita è stato lungamente considerato il giocatore con le maggiori potenzialità sul circuito. Ora è definitivamente esploso Federer, un campione al quale attualmente nessuno può avanzare il diritto di paragonarsi, ma Safin, per non rimanere con ulteriori rimpianti, dovrebbe essere lì, quanto meno a lottare da vicino insieme ai vari Roddick e Hewitt.

Di: Fabrizio Fidecaro

 

 
ATP VIENNA - 1° turno qualificazioni
Fischer 
b Fognini 6-7 6-4 7-5
Galvani b kratochvil 6-3 6-4
04/07/2006  Mondo Challenger(N° 57)
27/06/2006  Mondo Challenger (N° 56)
 

Vai all'archivio...

pos name pts
1st Roger Federer 910
2nd Rafael Nadal 672
3rd  Andy Roddick 476
4th Lleyton Hewitt 354
5th Marat Safin 321
5th Nikolay Davydenko 321
7th Guillermo Coria 299
8th Mariano Puerta 233