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Andre Agassi (AP) |
8/9/2004
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Oggi, a Flushing Meadows, è il gran giorno del
quarto di finale fra Roger Federer ed Andre
Agassi. Fin dal momento della composizione del
tabellone principale, si era notato come le
strade dei due, vincitori nell’estate dei
Masters Series sul cemento americano (Toronto
per Federer, Cincinnati per Agassi),
confluissero già a questo livello e si era
subito creato un clima di attesa dell’evento.
Puntualmente, entrambi si sono aggiudicati i
loro primi quattro incontri ed ora sarà
battaglia vera. Sia Roger sia Andre hanno ceduto
finora solo un set nel loro cammino, al secondo
turno, rispettivamente al cipriota Baghdatis ed
al tedesco Mayer, due giovani promesse del
tennis mondiale. Federer, in verità, è stato
agevolato, negli ottavi, dal forfait per
infortunio del suo avversario designato, il
rumeno Andrei Pavel, e dunque è più fresco di
Agassi, ma non è detto che sia un vantaggio,
perché quattro giorni senza match, nel bel mezzo
di un torneo, non aiutano a trovare la miglior
condizione. Federer, classe ’81, contro Agassi,
classe ’70, vuol dire il nuovo numero uno contro
il vecchio, uno splendido giocatore a tutto
campo contro un virtuoso del ritmo e
dell’anticipo. Per lo svizzero è il primo quarto
in carriera agli US Open, per lo statunitense
addirittura il dodicesimo, in un torneo che l’ha
visto due volte vincitore, nel ’94, in finale su
Michael Stich, e nel ’99, su Todd Martin.
E’ interessante osservare il bilancio dei loro
head to head, che risulta in perfetta parità,
con tre vittorie per parte. Analizzando il tutto
con maggiore accuratezza, si nota, però, che
Agassi ha vinto i primi tre confronti, cedendo
poi gli ultimi tre consecutivamente. I due si
trovarono di fronte per la prima volta
nell’ottobre ’98, al primo turno dell’indoor di
Basilea, al quale Federer, appena diciassettenne
ed ancora lontano dai vertici del ranking, fu
ammesso tramite wild card. Andre vinse
agevolmente (6-3 6-2) e si ripeté tre anni dopo,
proprio qui agli US Open, negli ottavi. L’ultimo
successo dell’americano, finora, è datato marzo
2002, quando Agassi si impose in quattro sets
nella finale di Miami. Federer ha accorciato
doppiamente le distanze nella Masters Cup di
Houston, lo scorso novembre, vincendo 7-6 al
terzo un match di round robin e replicando il
successo, più agevolmente, nella finale.
L’ultimo confronto diretto risale a sei mesi fa,
nella semifinale del Masters Series di Indian
Wells, vinta dall’elvetico, non senza
difficoltà.
Se giocherà al meglio, come finora non gli è
pienamente riuscito a New York, Federer dovrebbe
riuscire ad impedire ad Agassi di firmare
l’ultimo acuto di una straordinaria carriera: il
pubblico, però, sarà presumibilmente in massima
parte per il vecchio campione, che appare in
buona forma, e cercherà di spingerlo verso il
successo. Insomma, un match tutto da seguire.
Di:
Fabrizio Fidecaro
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