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Jerome Haehnel (ATP) |
19/10/2004
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La finale
dell’Open de Moselle avrà luogo questo
pomeriggio. Sul centrale di Metz saranno opposti
Jerome Haehnel e la speranza Richard Gasquet, in
quella che sarà la nona finale tra connazionali
della stagione 2004 (San José, Valencia,
Acapulco, Roland Garros, Bastad, Los Angeles,
Stoccarda e Beijing).
Il vincitore del torneo di Metz sarà anche il 4°
francese a trionfare in un evento ATP durante
quest’anno: in precedenza, avevano infatti vinto
Antony Dupuis a Milano, Nicolas Escude a Doha e
Michael Llodra ad Hertogenbosch. Per gli amanti
delle statistiche, l’ultima volta che due
francesi si affrontarono in finale in un ATP fu
a Marsiglia nel 1999, quando il mago Fabrice
Santoro sconfisse l’eterna promessa Arnaud
Clement. A 18 anni e due mesi, Gasquet spera
di diventare il 3° teenager, ovvero il 3° under
20, ad aver vinto un torneo ATP, dopo le
vittorie di Rafael Nadal (18 anni e 2 mesi, a
Sopot contro Josè Acasuso) e di Thomas Berdych
(19 anni e un mese, a Palermo contro Filippo
Volandri). Haehnel, invece, ha come
obiettivo quello di allungare la striscia di
vittorie all’Open de Moselle fino a 8, essendo
partito la scorsa settimana dalle quali. L’unico
qualificato che durante la corrente stagione è
riuscito a vincere un torneo è stato Santiago
Ventura, che sconfisse nella finale di
Casablanca lo slovacco Dominik Hrbaty. Ecco
i commenti dei due giocatori riferiti alla
finale odierna… Gasquet: “A dispetto delle
apparenze, che potrebbero vedermi favorito, so
che sarà un incontro molto difficile. Lui è un
ottimo giocatore ed ha tutta la voglia di
vincere questo torneo per continuare a
costruirsi un buon ranking. Tre anni fa mi
ricordo che ci incontrammo in un Futures, e mi
sconfisse. Domani però sarà tutto diverso: il
pubblico, il montepremi e anche tante altre
cose. Vedremo come andrà…” Haehnel: “Domani
cercherò di essere molto rilassato, anche se ora
come ora sono molto stanco. Non devo farmi
prendere dall’emozione: sono carico al massimo e
voglio vincere a tutti i costi questo torneo.”
Di: Andrea Gallina
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