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Mikhail Youzhny |
19/9/2004
- La
finale inaugurale dell’Open di China a Beijing
sarà una contesa tutta russa tra Marat Safin e
Mikhail Youzhny. L’ultima volta che si verificò
tale situazione fu Tashkent nel 2001, dove Safin
sconfisse Kafelnikov con un duplice 6-2.
Quello di oggi sarà il 2° confronto diretto tra
Youzhny e Safin, che in precedenza si erano
affrontati agli Australian Open 2002. In quell’occasione,
Marat vinse facilmente e come un leone mise i
piedi in finale, perdendo poi malamente dallo
svedese Thomas Johansson. Il no. 13 dell’Entry
System Ranking cercherà oggi un titolo che gli
manca dal 2002, quando vinse a Parigi Percy il
TMS. Safin, quest’anno, ha disputato le finali
degli Australian Open e dell’Estoril, perdendo
prima da Roger Federer e poi da Juan Ignacio
Chela. Attualmente, il campione degli US Open
2000 si trova 9° nella Champions Race, la
speciale classifica che attribuisce i punti in
base alla singola stagione. Con un’eventuale
vittoria, conquisterebbe quei 3 punti necessari
a scalzare Agassi dall’8° posizione: questo
risultato gli permetterebbe di qualificarsi per
l’evento di chiusura della stagione tennistica,
la Masters Cup di Houston. Per Youzhny,
invece, sarà la prima finale in un ATP dopo
quella raggiunta nel 2002 a San Pietroburgo. In
quell’anno, aveva conquistato ai danni di
Guillermo Canas il torneo di Stoccarda. Sempre
nel 2002, Mikhail “salvò” la Russia in Davis
regalandole la vittoria decisiva contro la
Francia in finale. In circa 4 ore e 30 minuti di
gioco, sconfisse in 5 set Paul Henri Mathieu.
Per la cronaca, il vincitore si porterà a casa
circa 70.000 $ e 35 punti della Champions Race,
mentre il finalista dovrà “accontentarsi” di
45.000 $ e 24 punti.
Di: Andrea Gallina
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