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Lleyton Hewitt |
11/9/2004
- Eravamo
tutti pronti per dedicare titoli di 9 colonne
alla magica sfida che si attendeva nelle
semifinali del singolare maschile degli US Open,
quella tra Andy Roddick e Lleyton Hewitt. La
potenza contro la continuità, il winner contro
il palleggio. Ma anche e soprattutto la grinta e
la “strafottenza” portati all’esasperazione. E
invece, dopo la sconfitta dello yankee, siamo
qua a dover fornire un antipasto di ciò che
rappresenta il match tra Joachim Johansson,
giustiziere di The Defending Champion, e Lleyton
Hewitt.
Definire scontato l’esito di questo incontro
ancora prima che questo abbia visto compiere le
prime battute è quantomai errato ed azzardato.
In effetti, fosse solo per termini e valori
della classifica, Hewitt partirebbe nettamente
favorito. Ma la realtà è che Joachim Johansson,
malgrado occupi la posizione no. 30 del ranking,
è un giocatore al quale bisogna assolutamente
dare grande rispetto, quello stesso rispetto
che, forse, Andy Roddick ha lasciato nella mente
di Brad Guilbert prima di scendere in campo
giovedì sera. Tra l’americano e l’australiano,
però, vi è anche una piccola differenza: Lleyton,
infatti, ha affrontato tutto il 2004 con grande
umiltà, consapevole di dover ricostruirsi una
fama rispettosa nel circuito dopo un 2003 nel
quale aveva perso oltre 10 posizioni.
Ma iniziamo ad analizzare l’incontro dal punto
di vista tecnico.
Superficie:
non sarà un fattore importante del gioco, perché
entrambi sono cresciuti tennisticamente su
questa superficie e, per caratteristiche
tecniche, entrambi privilegiano un match sul
cemento.
Condizioni ambientali:
di norma non prendiamo mai in considerazione
questo elemento, ma, vedendo quanto accaduto in
questi giorni a Flushing Meadows, c’è da stare
certi che, se dovesse essere presente un forte
vento, Hewitt potrebbe trarne un discreto
vantaggio.
Servizio:
è indubbiamente il colpo migliore di Johansson.
Solo a Wimbledon, durante tutto il torneo,
Joachim mise a segno ben 125 aces. L’altra sera,
con Roddick, ha di poco superato quota 30. Al
contrario, Lleyton non vanta certo l’arma del ko,
ma comunque negli ultimi anni ha affinato il
colpo cercando di variare molto rotazioni e
direzioni.
Gioco da fondo:
è chiaro ed evidente che Johansson cercherà
spesso di rendere lo scambio molto veloce, alla
continua ricerca del colpo vincente e senza così
permettere all’avversario di giocare nel suo
terreno preferito, che è indubbiamente il
palleggio. La potenza del diritto dello svedese
potrebbe fare la differenza, ma certo è che
Hewitt è in assoluto il migliore incassatore del
circuito maschile.
Gioco a rete:
Joachim, nel match con A-ROD, ha mostrato
evidenti problemi sotto la rete. E’ palese il
fatto che Roddick non sia un gran passatore, ma
l’altra sera ha messo a segno diversi passanti
di rovescio che raramente abbiamo gli abbiamo
visto fare: questo particolare mette in evidenza
quindi le scarse possibilità di Johansson nel
serve&volley. Dal canto suo, Hewitt può invece
contare su un ottimo senso tattico e soprattutto
su una buona posizione nel campo. Lleyton è poi
abile nello sfruttare il back, e questo potrebbe
permettergli di provare spesso degli approcci.
Colpi di sbarramento:
Johansson, in questo senso, è temibile solo nel
caso possa giocare un passante di diritto, che
in assoluto è il suo colpo migliore. Per il
resto, il leone di Adelaide è uno specialista:
sa giocare bene tanto di rovescio quanto di
diritto, con l’aggiunta di lob straordinari che
negli anni sono diventati il vero piatto forte
della casa.
Tenuta fisica:
lo svedese sembra piuttosto magrolino, e finora
ha giocato appena un match a 5 set, proprio
quello con Roddick. Questo aspetto è quindi
tutto da verificare per lui, mentre sappiamo
bene quanto Hewitt sia uno che non molli proprio
mai.
Tenuta mentale/grinta:
le informazioni semantiche di Johansson
direbbero che non sia un gran lottatore, ma in
realtà con Roddick ha fatto vedere una grande
capacità: quella di saper incassare un ritorno
per poter poi sferrare il colpo decisivo. Hewitt
è un fighter, uno che si esalta e che non ha mai
paura di nulla.
A livello statistico, non ci sono altri dati per
parlare di questo incontro, poiché i due non si
sono mai affrontati prima d’ora.
Di: Andrea Gallina
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