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Lleyton Hewitt (AP) |
8/9/2004
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Se il maltempo lo permetterà, stasera a Flushing
Meadows dovremmo assistere ad uno dei quarti di
finale del singolare maschile più interessanti e
prestigiosi. Saranno di fronte, infatti, Lleyton
Hewitt e Tommy Haas, i quali, nel maggio di due
anni fa, erano rispettivamente numero 1 e 2 del
ranking mondiale, prima di discendere posizioni,
per diverse ragioni. Hewitt, che ha guidato la
classifica Atp per ottanta settimane fra la fine
del 2001 e la prima metà del 2003, ha
attraversato, l’anno scorso, un periodo di
appannamento, che l’ha portato ad uscire
addirittura dai primi quindici. La grinta che lo
caratterizza è tornata ad essere determinante in
questa stagione, in cui l’australiano ha
ottenuto ottimi risultati, vincendo quattro
tornei (Sydney, Rotterdam, Washington e Long
Island) e risalendo fra i top five. Haas ha
saltato l’intera stagione 2003 a causa di un
grave infortunio, ma nel 2004 ha subito
dimostrato di essere competitivo, conquistando
anche due titoli del circuito maggiore, a
Houston e Los Angeles. Classificato alla vigilia
n. 45 nell’Entry Ranking, è rimasto escluso
dalle teste di serie, ma già lunedì guadagnerà
quanto meno una quindicina di posti. Per il
tedesco è il primo quarto di finale agli US
Open, Hewitt ci arriva, invece, per la quinta
volta di fila. L’australiano, classe ’81, non ha
ancora perso un set lungo il suo cammino ed ha
una striscia aperta di 14 incontri vinti
consecutivamente; Haas, classe ’78, ha faticato
al primo turno con il nostro Sanguinetti, ma poi
ha dimostrato una condizione crescente,
eliminando, fra gli altri, il francese Grosjean.
Se questi dati, tutto sommato, tenderebbero ad
indicare Hewitt come netto favorito, l’analisi
degli head to head, che vedono l’australiano
avanti di misura, cinque a quattro, induce ad
una maggiore cautela. Il primo match ebbe luogo
agli Open d’Australia nel ’99 e vide il successo
di Haas in quattro sets, ma, l’anno dopo,
Lleyton si prese una netta rivincita a Miami.
Nel 2001 si sono registrati ben sei confronti
diretti, con tre vittorie per parte. Ad
Adelaide, città natale di Hewitt, si impose a
sorpresa Tommy; due settimane più tardi, Lleyton
si vendicò a Melbourne e replicò, qualche mese
dopo, a Roma, ma ancora Haas controbatté con un
successo nell’ambito della World Team Cup di
Düsseldorf. I due si ritrovarono di fronte negli
ottavi proprio a Flushing e fu Hewitt ad imporsi
- 6-2 al quarto, dopo aver rischiato di andare
sotto due sets a zero - involandosi poi verso il
suo primo successo nello Slam. Infine, nella
semifinale dell’indoor di Stoccarda, fu Tommy a
prevalere, in rimonta. Dopo tre anni di pausa,
una nuova sfida ha avuto luogo ad Amburgo, lo
scorso maggio, ed è stato Hewitt a vincere, su
un avversario rientrato alle gare da pochi mesi.
Insomma, nel complesso, all’australiano vanno
accreditate più chances, ma non ci sarebbe
particolarmente da stupirsi se ad Haas, che ha
il gioco per disturbare chiunque, riuscisse il
colpaccio.
Di:
Fabrizio Fidecaro
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