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Fernando Verdasco (ATP) |
6/3/2004 - Quella che si disputerà oggi sul
campo centrale di Acapulco sarà la prima finale
ATP tutta spagnola del 2004. I protagonisti
della settimana che si sta concludendo, Carlos
Moya e Fernando Verdasco, promettono di dare
grande spettacolo. L’ipermuscolato di Maiorca
vanta un ottimo record con i suoi connazionali:
a Chennai, nel 1° torneo della stagione
corrente, aveva sconfitto Tommy Robredo.
Guardando un po’ più indietro, Carlos nel 2003
aveva disputato 10 match contro altri spagnoli,
vincendone ben 6. Per Moya, quella odierna sarà
la 4° finale del 2004: in precedenza, era
riuscito nel trionfo solamente a Chennai, ai
danni del tailandese Paradorn Srichaphan. Ad
Acapulco, il campione 1998 del Roland Garros
vantava come miglior risultato la semifinale del
2001, persa contro Blanco, oltre ai quarti dello
scorso anno. Sull’idea di gioco in finale, il
veterano di Spagna ha le idee molto chiare: “Ho
giocato con Verdasco lo scorso anno ma ora è
diventato un giocatore molto maturo. Finora nel
torneo ha battuto giocatori forti e dotati di
grande talento. Io però ho tutte le intenzioni
di vincere il 2° torneo della stagione: da un
certo punto di vista, poi, credo di avere un
piccolo vantaggio: lui infatti non conosce la
pressione della finale, perché non ne ha mai
giocata una. Quindi dalla mia avrò anche un po’
di esperienza.” Dal canto suo, Verdasco è
stato protagonista di una settimana
assolutamente straordinaria: dopo esser entrato
in tabellone all’ultimo momento, ha conseguito
in successione il miglior risultato della sua
carriera. Sino a questo torneo non era mai
giunto nei quarti di un torneo ATP. Grande amico
di Feliciano Lopez, mancino come lui, Fernando è
destinato ad entrare nei top 100 dell’Entry
System Ranking già dalla prossima settimana.
“Sono davvero felice di poter giocare la prima
finale della mia carriera. Ho sempre saputo che
sarebbe arrivata, prima o dopo. Moya, prima che
un gran giocatore, è un amico: noi giovani
abbiamo imparato tanto da lui. Penso che sarà
difficilissimo poterlo sconfiggere, ma non si
può mai sapere come vanno queste cose. Spero che
il pubblico mi dia una mano.”
Di:
Andrea
Gallina
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