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Jimmy
Connors, l'uomo che ha rivoluzionato il tennis
28/12/2004 -
Nel tennis fatto di classe e gioco di volo, il suo
stile pareva certamente anti-convenzionale: ma ben
presto, quando anche gli esteti si convinsero della
sua efficacia, il gioco di Connors divenne vera
leggenda e scuola per i nuovi talenti. Infatti,
“Jimbo” aveva introdotto un nuovo modo di giocare,
basato sull’asfissiante pressione da fondocampo.
Agli inizi degli anni 70 questa era una
caratteristica fuori dal normale, proprio come
quello straordinario rovescio a due mani, che in
poco tempo divenne diffusissimo.
Jimmy l’Antipatico…
All’inizio della sua carriera, quando la gente
faticava ancora a comprendere la sua natura assai
irruente e arrogante, il pubblico lo definì Jimmy
l’Antipatico: bisogna sottolineare come Connors,
inizialmente, non fece nulla per mostrarsi in modo
diverso, e anche più tardi è sempre stato un vero e
proprio lottatore, pronto a tutto pur di portarsi a
casa il match. Certo, quando la gente si accorse
finalmente del suo sconfinato talento, iniziò ad
accaparrarsi i favori degli stadi di tutto il mondo,
e anche i suoi atteggiamento sul campo di gioco
diventarono qualcosa di noto, al quale bisognava
necessariamente abituarsi.
Il rovescio e la risposta al servizio, hat trick
Eh sì, è proprio così: hat trick, giù il cappello
dinanzi a questi due colpi straordinari. Il suo
rovescio era un colp o velocissimo, che sorvolava
appena la rete e che si piazzava sempre negli angoli
del campo, senza dare mai ritmo e spazio
all’avversario. La palla non aveva alcuna rotazione,
ma quando faceva partire quel rovescio a due mani
chiunque era dall’altra parte della rete iniziava a
tremare di paura. Un altro colpo con il quale Connors ha sempre fatto quello che voleva fu la
risposta al servizio: fu senz’altro il miglior
ribattitore nella storia di questo sport. Dal punto
di vista tecnico, i punti deboli furono
indubbiamente il suo servizio e la scarsa continuità
del diritto.
Gioca Connors, prepara il rullino
Quando sul campo scendeva Jimmy Connors, ecco che si
scatenava la gioia di tutti i fotografi presenti nel
torneo. Il suo tennis era spettacolare, soprattutto
perché era spesso costretto a recuperi straordinari,
recuperi ai quale non si sottraeva mai ma anzi
cercava sempre di rispondere coraggiosamente.
Poteva vincere molto di più, ma con Borg
L’esplosione dell’americano avvenne quando, nel
circuito mondiale, stava nascendo un’altra stella
nascente, di origine svedese: Bjorn Borg. Per capire
le qualità di Connors dobbiamo affidarci anche a
lui: già, perché senza colui che vinse per 5 volte
consecutive Wimbledon, Jimbo avrebbe senza dubbio
potuto dominare molto ma molto di più l’intera scena
del tennis mondiale. Basta guardare quello che fece
nel 1982, subito dopo il ritiro di Borg, quando
ritornò di prepotenza al no. 1 del mondo, senza che
nessuno riuscisse a fermare la sua ascesa.
Ritirarsi è sempre difficile, soprattutto quando…
… dopo vent’anni di carriera, costellata di successi
e grandi delusioni, riesci ad arrivare in semifinale
agli US Open, come accadde a Connors nel 1992.
Nell’epoca dei fuoriclasse emergenti, da Agassi a
Sampras, passando per Courier e Becker, un
vecchietto di 40 anni non te lo immagini proprio
raggiungere simili risultati, soprattutto in un
torneo del Grande Slam. Eppure, Jimmy era capace
anche di questo. Ed oggi, dove a farla da padrone è
soprattutto l’agonismo esasperato, si sente
terribilmente la mancanza di un campione come
l’americano.
Di:
Andrea Gallina |