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Bjorn
Borg, non molta classe ma tanta solidità
28/12/2004 -
Quel magico talento svedese, detentore del record di
vittorie consecutive a Wimbledon, fece storcere il
naso ai più per il suo tennis non propriamente
elegante, ma certamente efficace. Col passare degli
anni, la sua classe, il suo stile, divennero vera
leggenda. Il suo passante era qualcosa di
straordinario, unico: chi ha visto quel colpo può
dire di aver visto l’essenza di questo sport. Nessun
giocatore dell’Era Open è stato grande quanto Borg,
almeno per popolarità, carisma e vittorie. Lo
svedese, infatti, in soli 8 anni di carriera vinse
ben 5 volte sull’erba dell’All England Club e 6
sulla terra di Parigi. Dal punto di vista umano, fu
indubbiamente il personaggio che contribuì più di
ogni altro alla diffusione del tennis come sport di
massa.
Poca classe, ma tanta continuità
Dal punto di vista puramente tecnico non si può
certamente affermare che Borg sia stato uno dei
giocatori più validi della storia. Un’opinione
condivisa dai più è che, nell’epoca dello svedese,
vi erano almeno 50/60 giocatori in grado di giocare
meglio di lui. Quello che era straordinario, però,
era il suo animo, la sua tranquillità sul campo di
gioco: con essa lui si accontentava di rimandare
sempre la palla all’avversario, scambiando a lungo
da fondo prima di venire a prendersi il punto a
rete, peraltro senza un gran tocco nel gioco di
volo. Atleticamente, invece, il discorso cambia in
modo radicale: è stato indubbiamente il miglior
tennista della storia per quanto concerne questo;
era infatti capace di velocissimi spostamenti, ed
era sostanzialmente in grado di tenere testa ad un
professionista nei 400 m.
La consacrazione a Wimbledon, ma il perché rimane un
mistero
Malgrado le sue grandi capacità di spostamento e il
suo passante straordinario, il fatto che Borg sia
riuscito a vincere per 5 anni consecutivi il torneo
più prestigioso al mondo rimane ad oggi un mistero
incompreso. Infatti, Bjorn non si distingueva certo
per un raffinato gioco di volo, indispensabile ieri
più di oggi sull’erba. E ancor più misteriosa è
l’ineguagliabile versatilità di Borg, che vinse per
ben 6 volte anche il Roland Garros. Come tutti
sanno, c’è grande differenza tra le superfici veloci
e quelle lente: certamente, lo svedese fu
avvantaggiato non poco dalla sua continuità e dalla
sua tenuta fisica, indispensabile sulla terra rossa
dove a farla da padrone sono i massacranti scambi di
fondo.
I momenti bui
Il momento più nero della carriera di Borg avvenne
sicuramente nel 1981, quando, malgrado la vittoria
nel Roland Garros, l’ultima in un torneo dello Slam,
perse le finali di Wimbledon e degli US Open,
entrambe ad opera di uno scatenato John Mc Enroe. Fu
proprio dopo la sconfitta a Flushing Meadows che lo
svedese iniziò a pensare al ritiro, stanco dei
continui allenamenti e dell’eccessiva pressione mass
mediatica.
Il record di Wimbledon verrà battuto: ecco i perchè...
Le 5 vittorie consecutive sull’erba di Church Road
rimangono ad oggi un record, che Borg tiene stretto
nel suo album dei ricordi. Certamente, non è
difficile intuire la vulnerabilità di tale
risultato: già Sampras, non fosse stato per la
sconfitta del 1996, sarebbe molto probabilmente
riuscito a distruggere quel record, allungando così
ad 8 la sua striscia di successi nel torneo
londinese. Vedendo quanto fatto da Federer nelle
ultime due edizioni e la scarsa sostanza dei suoi
possibili avversari, lo svizzero viene considerato
da tutti gli esperti un possibile erede di Borg,
erede destinato a rubargli però il suo record.
Inoltre, dalla sua, Roger vanta indiscutibilmente
uno sconfinato talento, una grande capacità nel
gioco Serve&Volley e una continuità non inferiore a
quella dello svedese.
Di:
Andrea Gallina |