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2005: ce
la faranno a fermare Roger?
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Federer a Flushing Meadows |
02/01/2005 - Amici di MondoTennis.com benvenuti
all’appuntamento con il grande tennis. Quest’oggi
nella primissima puntata di Dossier, la zona dove
tratteremo analisi accurate pre e post main event,
proviamo a mettere alla luce le possibilità degli
avversari di Federer per la stagione 2005. Lo
svizzero, che nel 2004 ha vinto in tutto 11 tornei,
3 dei quali del Grande Slam, è più che mai in attesa
di un nuovo verdetto dal campo. La domanda è la
seguente: nella pausa invernale c’è stato qualcuno
che è progredito abbastanza per riuscire ad
impensierirlo?
In questo speciale abbiamo suddiviso le situazioni
di qualche giocatore, prevalentemente dei top 10. E’
chiaro che nessuno di noi ha ancora chissà quali
poteri magici per fare previsioni certe, ma ad
occhio e croce qualcosa potrebbe corrispondere alla
realtà futura. Trattandosi di uno speciale del
genere, Federer non viene nemmeno preso in
considerazione, perché nel contesto è ovviamente
preso come punto di riferimento…
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Andy Roddick |
Andy Roddick, no. 2 del ranking ATP: il 2004
di Andy è stato un mezzo disastro, però l’americano
ha certamente in sé una gran voglia di riscatto. In
campo fa fatica ad apparire secondo, e ad ogni modo
sa sempre trovare il modo giusto per comportarsi,
anche nell’amarezza della sconfitta. Su di lui,
però, pesa un interrogativo grande come un macigno:
la separazione da Brad Gilbert, ufficialmente
definita consensuale, ha fatto bene o male al kid
del Nebrasca? Se come sembra Andy ha trovato un
accordo con Dean Goldfine, questi riuscirà a
riportare il 22enne del Nebrasca sulla retta via?
L’obiettivo di Roddick, nemmeno troppo nascosto, è
quello di riportarsi sotto a Federer in classifica e
di tornare a far suo il torneo per lui più
importante, quello a Flushing Meadows. Ciò che verrà
in più, compresa una vittoria in Australia o a
Wimbledon, sarà sempre ben accetto.
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Lleyton Hewitt |
Lleyton Hewitt, no. 3 del ranking ATP:
l’australiano ha vissuto un 2004 straordinario.
Certo, alla fine ha vinto pure lui ‘solo’ 4 tornei,
però è andato sempre in progressione. Merita a pieno
titolo la posizione in cui si trova, ed è chiaro che
se Roddick dovesse andar male nella prima parte di
stagione Lleyton sarà subito pronto a riprendersi
almeno la 2° posizione. La vicinanza con Roger
Rasheed ha fatto solo bene al leone di Adelaide: ad
ogni modo, restano dei limiti tecnici incolmabili
per poter insidiare gente come Federer, Roddick o
Safin, dotati di colpi vincenti di ogni tipo e
soluzioni varie da ogni angolo del campo. Diciamo
che, se per qualche strano motivo in uno Slam
dovesse mancare uno dei 3 citati sopra, primo fra
tutti lo svizzero, le possibilità di successo di
Lleyton si alzerebbero non di poco. Infine, c’è
ancora una cosa importante da sottolineare: Hewitt
dovrà stare attento alla programmazione, che con il
suo gioco alquanto dispendioso le ha creato non
pochi problemi nelle scorse stagioni, specie nel
2003.
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Marat Safin |
Marat Safin, no. 4 del ranking ATP: è
l’incognita assoluta del 2005, colui che più di ogni
altro potrebbe porre fine al regno del Re Federer.
Lo scorso anno è stato protagonista di un finale di
stagione assolutamente straordinario, nel quale ha
mostrato in maniera perentoria di essere lui, almeno
sul piano tecnico, l’unico meritevole di essere
paragonato allo svizzero, ma non per questo l’unico
a poterci fare partita. Safin regge alla perfezione
il confronto: si potrebbe stare a discutere per ore,
ma vi assicuriamo che non si arriverebbe ad una
conclusione. Se Federer ha nel diritto un’arma
pressoché senza eguali, Marat potrebbe dire lo
stesso del suo rovescio o del suo servizio, non
altrettanto della sua volèe. Tutti vogliamo credere
che il russo tornerà il tennista che diede 3 set a 0
a Sampras nella finale degli US Open 2000, ma
nessuno può entrare nella sua testa e vedere cosa
c’è. Nessuno, ma forse Peter Lundgren, l’ex coach di
Federer che ha deciso di seguire Safin a partire
dallo scorso maggio, ha finalmente capito cosa serve
al suo nuovo protetto per giocare con perenne
concentrazione. Lo scorso anno molti avevano
anticipato un duello Federer-Roddick, che di fatto
c’è stato ma a senso unico. Marat, invece, sembra
davvero l’uomo della svolta: ce la farà?
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Carlos Moya |
Carlos Moya, no. 5 del ranking ATP: pur
avendo vinto la Coppa Davis a pieno merito, non
costituisce in alcun modo un pericolo per il regno
di Federer. Il 28enne di Palma de Maiorca ha già
dato tutto o quasi al tennis: non deve andare in
pensione, ma è difficile credere che, con alle
spalle solo l’ormai lontana vittoria a Parigi nel
1998, possa dare fastidio allo svizzero. Anche lui,
come Hewitt, ha dei limiti tecnici evidenti: inoltre
si rompe spesso e questo, con i ritmi che il
powertennis impone oggi, non va proprio bene.
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Tim Henman |
Tim Henman, no. 6 del ranking ATP: a giugno,
lo avevano annunciato come il pericolo no. 1 per
Roger a Wimbledon. Risultato: umiliato nei quarti di
finale contro Mario Ancic. E questo, se sei Henman,
se sei un inglese che ogni anno dice “Voglio vincere
a Wimbledon davanti ai miei tifosi”, se hai 30 anni
suonati, non te lo puoi proprio permettere. Tutti
stentano a credere alle sue possibilità ai
Championships, nessuno gli dà fiducia.
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Guillermo Coria |
Guillermo Coria, no. 7 del ranking ATP: è la
grande alternativa a Federer sulla terra rossa. Dopo
l’infortunio che lo ha tenuto fermo circa 4 mesi, El
Mago è tornato in campo a Houston rimediando 3
sconfitte in altrettante sfide. Ma il Masters,
almeno stando alle sue parole, era un allenamento…
Il sogno è di vederlo in finale a Parigi proprio
contro lo svizzero, che forse ancora gli è inferiore
su quel terreno. Tolto il Roland Garros, Coria può
tranquillamente concorrere per un posto fisso nella
top 10 durante il resto dell’anno, con qualche
exploit anche sul cemento. A Wimbledon, forse,
sarebbe meglio che rinunciasse totalmente: per lui,
purtroppo, sull’erba il tennis diventa un altro
sport.
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Andre Agassi |
Andre Agassi, no. 8 del ranking ATP: quando
si parlava di persone in grado di fare partita con
Federer, intendevamo proprio lui. Il buon vecchio
Andreino ha 34 anni, ma non per questo ha perso la
voglia di giocare e la classe dei fenomeni. In
giornata positiva può battere 2 set a 0 tutti i
giocatori citati sopra. Federer? Dipende. Da cosa?
Dalla durata del match e da variabili varie quali
superficie, condizioni atmosferiche… insomma, di
tutte quelle cose che provocano acciacchi quando si
è ormai giunti ad un’età avanzata, quantomeno
sportivamente parlando…
Per concludere, è bene specificare una cosa: non è
corretto associare la figura di Federer a quella del
tennista più grande di ogni epoca. Non perché non lo
sia, ma perché ha ancora molto da vincere per far sì
che la stampa parli di lui in tal modo. Di certo,
però, il 23enne di Basilea è il giocatore più
creativo dell’intera storia del tennis. E questo,
credeteci, lo si può capire anche senza essere degli
esperti del settore.
Di:
Valentina Berardi e Andrea
Gallina |
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